lettera aperta ai familiari delle vittime del Moby Prince…

Scrivo quanto segue con la felicita di sapere che, finalmente, sembra raggiunta la possibilità di elaborare il lutto dei Vostri cari ed il trauma dell’assenza di quella verità, ora meglio visibile dopo lunghi anni di nebbia.

Alcuni di Voi si ricordano di me per esserci conosciuti durante le operazioni di soccorso e supporto nei giorni trascorsi dalla sera della tragedia fino allo smantellamento del presidio presso l’azienda Mezzi Meccanici e presso l’hangar Karin B, soprattutto coloro che erano alloggiati alla “Rosa del Tirreno”. Altri hanno appreso il mio nome solo dai giornali in merito al coinvolgimento nell’inchiesta con le varie descrizioni offerte da più fonti sulla mia persona, con altri vi era invece una pregressa conoscenza perché concittadini o perché parte della mia rete familiare-amicale.

Ho atteso in disparte, senza allearmi a forme di tifo o di consenso, gli esiti delle varie inchieste e di questa ultima commissione parlamentare, autorità alle quali nulla ho mai chiesto e mai ho rifiutato la mia esposizione laddove richiesta o proposta, assumendomene come ho sempre fatto nella mia vita tutte le responsabilità conseguenti, sia morali che civili e penali.

Al contrario si può pacificamente prendere atto che le conseguenze sono state e sono negative sotto tutti i profili ma occorre valutare anche, e soprattutto, il valore sociale della testimonianza e non solo la gestione dei suoi contenuti, che meritano una analisi più profonda e scevra da pregiudizi ed ideologie per comprenderne le dinamiche ed i meccanismi di ingerenza e di manipolazione che ho sempre denunciato alle competenti autorità.

Leggo ed ascolto di tutto sul mio conto, dall’essere un ex parà fascista al depistatore, fino al pazzo mitomane oppure al presunto eroe testimone inascoltato, mentre niente di tutto questo corrisponde ad un serio radicamento alla realtà.

Sono stato trasformato in oggetto di sberleffo, di denigrazione da parte di chiunque approcci al caso Moby Prince forte di notizie che dovrebbero essere meglio riscontrate o magari basterebbe una semplice opportunità di replica, che invece mai raggiungo, soprattutto in chi della tragedia ne ha fatto libri o articoli di stampa nei quali il mio nome è citato.

Ricordo a tutti che ho vissuto in presa diretta sin dalla notte fra il 10 e l’11 aprile 1991 quella tragedia ed ho svolto la mia opera di volontario del soccorso al pari di tutti gli altri, spinto dallo stesso spirito di solidarietà tipico del volontariato sociale che svolgevo da anni e che ho continuato a prestare dopo.

Per le ragioni che ho spiegato alle Autorità Giudiziarie e Politiche ho osservato gli eventi anche con una ottica militare evidenziandone così degli aspetti tipicamente militari, come poi sono emersi nel corso degli approfondimenti di indagine ed ancora di nuovo oggetto di valutazione.

In questi anni non ho mai avuto delle serie possibilità di replica rispetto alle descrizioni che avete ricevuto sulla mia persona e sulle reali motivazioni della mia testimonianza, ho scritto un Blog che non ho imposto a nessuno, più per prevenire di restare un mero oggetto di notizia e difendere così anche l’essere un soggetto capace di elaborare due parole su fatti che mi riguardano personalmente.

Mi permetto solo oggi che si é finalmente chiuso un cerchio di parlare con Voi tramite questa pubblica lettera, che certamente rappresenta una mia esigenza personale anche in tutela della mia Famiglia e dei miei tre figli, scusandomi in anticipo se in qualche forma abuso del veicolo che rappresentate verso la collettività ma é importante anche per me elaborare la sofferenza nata dalle infamanti accuse di avere speculato sulla morte dei vostri cari.

Per questo é necessario rendere chiaro pubblicamente quanto segue allo scopo di prevenire il nuovo fango che sta giungendo oltre quello che già ha inondato me e la mia Famiglia in questi difficili anni.

Sia ben chiaro quindi che mai ho chiesto nessuna somma di denaro per espormi giudiziariamente nell’inchiesta, non agli americani, non all’armatore, non al Dottor Carlo Palermo.

Mai ho accettato le offerte di scrivere un libro sulla tragedia e di fare un docu-film sulla mia storia come mai ho cercato editori o registi di sorta per proporre libri o film.

Mai ho cercato un contatto per nessuna ragione e tanto meno con la richiesta di somme di denaro con la Famiglia Chessa quando vivevo a Cagliari o con la Famiglia Campus durante la permanenza a Birori; mentre per quanto concerne Loris Rispoli mai il nostro rapporto ha superato il mio cordiale saluto, due battute sul percorso delle indagini ed il giusto rispetto verso il dolore della sua Famiglia, ben cosciente della sua opinione su di me e delle nostre opposte rive politiche.

Ho atteso gli esiti della inchiesta della Procura di Livorno rispondendo al capitolo che mi hanno dedicato coi soli strumenti giudiziari, laddove ho fatto istanza alle competenti AG di acquisire gli atti e di valutare le ragioni della differenza fra quanto espresso nel corso degli interrogatori e dei confronti, videoregistrati, rispetto a quello che invece é stato pubblicato nella richiesta di archiviazione con una forte valenza denigratoria.

Faccio presente che il conflitto fra me e gli agiti di un giudice corrotto, ben noto anche a Voi, erano in essere sin dal 1986 per i motivi che hanno dato vita al “caso Piselli” ben prima della tragedia e tuttora oggetto di una trentennale diatriba giudiziaria che ha fabbricato il fango che mi segue e che ha visto coinvolti gli stessi ambienti poi ritrovati nella tragedia del Moby Prince, ovvero quelli militari e quelli di Camp Darby.

Quanto sopra invita a superare il mero confine del riduzionismo e delle risatine di scherno, per raggiungere certamente la gravità di quanto la mia Famiglia patisce da troppo tempo sotto tutti i profili e contro la quale ho sempre reagito in modo civile, democratico e con la richiesta di Giustizia avanzata nei modi previsti dalle norme.

Non ho mai colorato politicamente la mia lotta per cercare il tifo o il consenso, come non ho mai venduto gadgets, birre o menù targati Moby Prince pur avendo gestito un ristorante per qualche tempo, tanto per ricordare l’assenza di interessi provenienti da quella terribile strage e mai ho espresso commenti o giudizi nei confronti di chi ha lo ha fatto chiaramente e giustamente per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Mi ritrovo invece delegittimato anche sotto il valore della professione che ho svolto positivamente per anni come educatore e mia moglie come pedagogista, delegittimati anche dalla possibilità di condurre una esistenza ordinaria perché la condanna sociale che segue il mio nome è feroce e purtroppo rinnovata da un ingiusto pregiudizio.

Sappia, chi crede che ho fatto i soldi col Moby Prince che non viviamo in Costa Azzurra bensì in una frazione di confine e che viviamo in condizioni umili ma dignitose e, già questo, rappresenta l’onestà che molte volte è infangata da calunnie e commenti basati e rinforzati da una opera delegittimante che dura da anni e che avverso coi soli mezzi di Giustizia.

In buona sostanza non ho mai negato il confronto a nessuno, specialmente a Voi laddove interessati, come la mia porta è sempre aperta per chiunque ed anche per coloro che ci sbattono le porte in faccia con le accuse di aver speculato sui morti del Moby Prince.

Da oggi posso più serenamente dedicarmi alla lotta per la verità sul “caso Piselli” senza più il timore di interferire nella più importante ricerca della verità della morte dei vostri cari.

Con osservanza

Latte di Ventimiglia 12 gennaio 2018

Fabio Piselli 

unitamente alla moglie Sara ed ai figli Matilde, Fabio Massimo, Edda


torna alla home page

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: