la sofferenza che aiuta a crescere ed il male che cambia le persone…

Blog_Famiglia_Piselli_Babbo_Matilde_mare_2012

Fabio e Matilde Piselli, 2012

La sofferenza è da molti considerata una opportunità per crescere, il male è uno strumento per annullare la crescita di una persona, per deviarne il processo evolutivo, per cambiarne il comportamento interno ed esterno.

Saper soffrire aiuta infatti a crescere, iniziando ad accettare le proprie sofferenze, senza fuggirle ma “elaborandole” come direbbero gli psicologi.

Il male è qualcosa che ti cambia, che ti “elabora”, che diventa parte di te quando lo hai vissuto, visto, sentito sulla tua carne, nel corpo, nella mente.

Tutti soffriamo in un modo o nell’altro, per una ragione seria o meno importante, tutti cerchiamo di fuggire la sofferenza con i rifugi più comuni fino ai meccanismi difensivi inconsci, mentre altri desiderano capirla, accettarla e superarla.

Pochi hanno vissuto il male, l’orrore, e pochi hanno saputo affrontarlo; altri sono stati segnati dal male nei propri occhi, nelle proprie emozioni che non sono più proprie ma condizionate invece dal male patito, la cui sofferenza si è radicata dentro, con la quale sono cresciuti ed hanno modificato la propria evoluzione, fino a trasformare il dolore in odio.

C’è perciò un punto di non ritorno o è sempre possibile recuperare un processo evolutivo scisso e condizionato dall’orrore patito?

Quesito a cui cercano di dare risposta le molte scuole di pensiero psicologico e psichiatrico, pedagogico, sociologico e filosofico, con le proprie teorie, le proprie ricerche, i propri studi ed esperimenti oltre naturalmente alla religione.

Nel frattempo qualcuno crede che il male produca altro male, contro il quale non basta contrapporre il bene, ove la differenza fra uno e l’altro è ormai un punto di vista e non più un confine certo.

Il bene e il male sembrano concetti filosofici, religiosi, sociali mentre potrebbero essere il netto confine fra la scelta di saper soffrire e quella di produrre sofferenza, senza necessariamente spiegare questo meccanismo con la sola descrizione delle dinamiche psicologiche e purtroppo anche delle psicopatologie.

Scelta che non sempre è compiuta con facoltà di libero arbitrio ma appunto in forza di un meccanismo difensivo o di una patologia, ove questa non incide obbligatoriamente sulla capacità di comprendere o meno che un azione è errata, perchè produce la sofferenza altrui, la morte altrui.

Patologia spesso alibi della incapacità di elaborare una sofferenza, e sofferenza alibi della nascita di una patologia, i processi penali sono un chiaro specchio di queste dinamiche.

Procurare dolore altrui sembra colmare le proprie lacune affettive, emotive, relazionali, sociali, culturali, intellettive, sensoriali; lacune nate dalla incapacità di crescere e di soffrire un disagio, un dolore, perchè lasciati soli senza strumenti oppure perchè strumentalmente iper-protetti.

La sofferenza matura una persona in qualche modo, mentre il male è quell’immatura parte della nostra vita che impedisce di crescere, sia alle vittime che ai persecutori, le prime perchè uccise i secondi perchè uccidono.

Di fronte al dolore possiamo chiedere aiuto e aiutare anche chi non lo chiede, di fronte all’orrore non abbiamo strumenti se non la cabala della psiche, che associata alla capacità del carattere ci consente di restare destabilizzati ma sostanzialmente equilibrati nell’esperienza vissuta, oppure completamente devastati e destabilizzanti le esperienze altrui con il male che sapremmo produrre, non sempre inconsciamente ma, molto più spesso, alleati al male, nel tentativo di fuggirne la sofferenza…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014

dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista


Nota per il lettore: sei autorizzato a ri-pubblicare questo articolo nel tuo o in altri siti web oppure sulle piattaforme sociali, con la preghiera di non cambiarne la struttura ed il significato, di non farne oggetto di lucro e di citare cortesemente la fonte. 

Se desideri commentarlo puoi usare lo spazio dedicato, naturalmente nel rispetto degli argomenti trattati e della sensibilità dei lettori. Mi permetto solo di verificare i commenti prima di approvarli per prevenire lo spam e la pubblicità ma non adotto nessuna forma di censura sui contenuti che vorrai esprimere.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: