due parole sulla vaccinazione dei bambini…

Non amo essere obbligata a vaccinare i miei figli per decreto governativo, preferisco capire, conoscere e riconoscere le ragioni per le quali è socialmente giusto farlo ed i motivi per cui è una scelta personale non farlo e, con questo spirito, scrivo quanto segue.

Premesso che il nostro è un paese belligerante fatto di sole bandiere bianche che sventolano al vento dell’ignavia, i cui schieramenti sono rinforzati da un ingente armamento propagandistico e scarsamente attrezzato per un serio conflitto di argomenti, per questo si grida tanto e si agisce poco, mietendo vittime in coloro che seguono il flusso agendo in conto terzi per timore di assumersi una responsabilità in prima persona.

Per molti l’ordine di vaccinare, pena l’esclusione dalle scuole, è quel richiamo ministeriale necessario per delegare le proprie scelte, per altri come per chi scrive è un monito di allarme di una società alla deriva di fronte alle esigenze di tutela pubblica e dell’infanzia in particolare.

Di vaccini si può morire, è vero, ma si sopravvive anche alla morte data da malattie sconfitte da anni che rischierebbero di tornare in assenza di una vaccinazione specifica, però per capire questo sembra occorrere sempre e comunque l’uso forzato della paura per indebolire la capacità di comprensione autonoma, trattando così la collettività come un popolo suddito ed intellettualmente labile laddove si bombarda con notizie scioccanti su delle insorgenti epidemie e, al contrario, si innescano quei meccanismi “anti” che divulgano notizie fin troppo allarmanti sui rischi anche reali della vaccinazione.

Sento parlare di bambini morti nel sonno per colpa di vaccini, di autismo e di tanto altro usato talvolta con lo stesso spessore del commento nei confronti del nuovo naufrago all’isola dei famosi, come allo stesso modo ascolto parole ministeriali dette con una enfasi pari alla vittoria dei mondiali del 1982, mi perdo anche io quindi in questa guerriglia a scarso impatto nelle intelligenze radicate cercando di ritrovarmi nella mia formazione universitaria e nella volontà di ricerca, di confronto e appellandomi anche al sano buon senso di mio marito Fabio, che ha la capacità della calma nel chaos esiodeo e di quella anarchia intellettuale di cui necessito.

Il vaccino lo si può considerare non come un obbligo contro la pena di una sanzione ma come un rischio minore contro un evento tragico maggiore, al costo di una percentuale di perdite umane e di complicanze serie in danno dei bambini.

Oppure lo si può interpretare come un mero atto commerciale posto in essere fra l’industria delle malattie ed i loro lacchè politici, che non mancano, per cui tutto è fatto all’italiana solo per lucro e consenso politico di parte, sulla pelle dei nostri figli in quella percentuale che ne subirà le conseguenze patendo le complicanze note dei vaccini e quelle ipotizzate in spettri autistici e SIDS varie.

E’ difficile per dei genitori che portano ancora il segno del vaccino contro il vaiolo al braccio capire e capire bene la scelta da fare, perchè la paura è tanta di fronte al propagarsi di un fronte “no vax” che propone delle tesi in parte condivisibili ed è altresì grande il timore di non vaccinare i figli, non tanto di fronte al rischio patologico quanto, per chi ha una coscienza sociale, al partecipare all’egoismo dello sfruttare la blindatura offerta da tutti gli altri bambini che invece sono stati vaccinati.

Il nostro è veramente uno strano paese, obbligato alla vaccinazione contro la paura del vaccino in un senso o nell’altro ed è questa la ragione per la quale ascolto il vuoto nel cosmo collettivo dell’ignoranza, alimentata anche da una politica pro vaccini che proprio sul quel vuoto agisce il morbo della paura, morbo contro il quale ancora non siamo riusciti a vaccinarci tramite una seria presa di coscienza collettiva e non solo attraverso l’uso strumentale delle masse, formate spesso dalla somma di tanti singoli egoismi.

Sarebbe corretto vaccinare i propri figli nel rispetto di chi, già vaccinato, offre loro lo scudo protettivo, come sarebbe opportuno comprendere la concreta effettività ed i concreti rischi dei componenti i singoli tanti vaccini da somministrare ai bambini.

La fretta dell’ordine superiore per governata intercessione, le circolari scolastiche che pretendono la comprovata documentazione dell’avvenuta vaccinazione, il tam tam di notizie bubboniche pro timore e la eco della paura dei rischi da vaccino hanno innescato il caos, meno esiodeo e più tipicamente disordinato, che rappresenta la nostra attuale società in un paese che, presumibilmente, non è mai stato vaccinato al rispetto della propria collettività ed ancora affetto da una autarchia statuale che riduce il senso di libertà di azione anche in tutela dei propri figli.

Per quanto sopra non so rispondere alle madri che mi chiedono un consiglio, anche imbarazzata nel non poterlo fare e nel non manifestare la mia personale scelta, che sarebbe comunque una risposta.

Informiamoci ed informiamoci con serietà, senza sudditanza nei confronti dei grandi titoli e senza nemmeno aderire alle mode di moti rivoluzionari estemporanei.

Occorre buon senso, individuale e civico…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014
Sara Moi Piselli, pedagogista

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