pedagogia della Famiglia, è giusto farsi vedere nudi dai figli?

La famiglia non è solo un nucleo di persone ma anche di emozioni, di sensazioni, di vergogne, di intimità, di condivisione, di riservatezze e di semplici azioni quotidiane alcune delle quali considerate “sconvenienti” o “diseducative” come il permettere ai figli di vedere i genitori nudi.

Naturalmente, per rasserenare i ben-pensanti, premetto che la nudità di cui parlo non riferisce in alcun modo all’intimità dei genitori o a forme di inopportuno naturismo domestico ma a quelle normali prassi casalinghe come la doccia o il vestirsi per esempio.

Sono una pedagogista ed ho tre bambini piccoli, Matilde di 7 anni, Fabio Massimo di 6 ed Edda di 2 ed un marito cinquantenne che fortunatamente ha la mente aperta e non si scandalizza nel vedermi condividere il bagno coi miei figli quando occorre, oppure quando è costretto “ad andar per boschi” se i primi due figli necessitano della loro (calma) intimità al bagno come manifestazione di una tappa evolutiva raggiunta.

Nella nostra Famiglia vige la legge delle porte interne aperte sia per chiari motivi di sicurezza contro le porte chiuse a chiave che per serena libertà emotiva, per quanto nelle località in cui soggiorniamo per brevi, medi o più lunghi periodi affittiamo dei piccoli appartamenti che non offrono così ampio spazio di manovra ed ove possibile preferisco avere un’area di gioco esterna maggiore rispetto alle stanze, motivo per cui nulla vieta ai figli di irrompere in una stanza all’improvviso, al netto naturalmente della buona educazione che nella Famiglia Piselli è sempre ben vestita ma una irruzione del genere è una variabile che può serenamente accadere.

E’ importante rispondere ai dubbi di chi teme di farsi vedere nudo dai figli o di coloro che impongono l’assoluto divieto di guardare anche le proprie nudità, ricordo per questo che ancora oggi in alcuni luoghi del nostro paese farsi il bidet richiede per le bambine delle preghiere di perdono preventivo.

Molti temono addirittura di poter avere degli eventuali problemi se una figlia parla del “pisello” del padre col timore di essere additato come “pedofilo”, si rientra in questo caso nelle paure non giustificate o nel meccanismo dell’excusatio non petita accusatio manifesta ma non voglio andare oltre se non per dire che, in un eventuale dubbio del genere, chi procede ha tutte le competenze per capire il significato fra una bambina che ha visto il padre nudo per decine di ragioni diverse ed un padre che le si è mostrato nudo per una sola ragione.

Come pedagogista forense infatti uno dei primi suggerimenti che offro, quando mi chiedono un parere su dei casi simili, è proprio quello di capire bene che tipo di nudità ha visto la minore, altrimenti si creano mostri per nulla, come spesso accade solo perchè nessuno valuta le altre variabili logiche prima di giungere ad una accusa del genere che distrugge una famiglia anche nelle sole procedure di valutazione e di validazione di un presunto abuso.

E’ quindi diseducativo permettere ai figli di condividere una parte dell’intimità dei genitori? no, non sempre nei modi descritti ed in qualche modo è assolutamente consigliabile proprio per consentire ai figli quella autonomia di azione altrimenti “castrata” da una morale che non sono in grado di comprendere, il tutto associato alla spiegazione educativa di cosa è possibile condividere in famiglia e cosa non è assolutamente accettabile oltre la soglia di casa.

Ho scritto una specie di libro su come proteggere i bambini contro la pedofilia, che mi accingo a pubblicare sul Blog della Famiglia Piselli.

I bambini piccoli sono curiosi verso il confronto coi genitali, propri e altrui, alcuni giochi fra loro vertono in tal senso nel corso del normale processo evolutivo e proprio la struttura di quei giochi permette a noi professionisti di capire l’entità della conoscenza della genitalità, ovvero se vi è una compatibilità cronologica col tipo di gioco o nel mimare per esempio un’azione di esclusiva pertinenza degli adulti.

I figli sereni sono quelli con pochi divieti e coi giusti NO! di quelli col punto esclamativo a rinforzo delle regole per prevenire figli confusi fra il non sapere e l’ignoranza, con tutta l’arroganza che ne consegue.

Pensate quante cose si possono scoprire partendo da un cambio di vestiti.

Detto questo vado al bagno perchè è giunto il momento della doccia dei bambini, rientrati da scuola come incursori in missione, con tanto di quel fango da fare vasi per anni…

Sara Moi Piselli, pedagogista


e.mail: sara.piselli@lafamigliapiselli.com

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