Papa guevara ed i moti vaticani…

Nel corso delle attività relative alla pedagogia forense con mio marito ci siamo occupati in più occasioni della pedofilia nella Chiesa, sia con particolare riguardo ai preti abusanti che agli aspetti che del credo si fanno viatico come l’esoterismo ed il satanismo, tramite soprattutto l’avvicinamento e la cooptazione dei frequentatori più vulnerabili dei tanti gruppi di preghiera meno organizzati.

Abbiamo studiato a lungo i fenomeni “devianti” interni alla chiesa italiana osservando quindi che dall’arrivo del nuovo Papa il tema pedofilia si è trasformato da omertà e negazione dell’esistenza di un prete pedofilo a lotta alla cultura pedofilica presente nella Chiesa.

Un prete abusante è un uomo di Chiesa che pone in essere una condotta predatoria, non necessariamente collegato ad una cultura pedofilica, un prete spesso spostato di sede dal suo livello superiore o ridotto in misura marginale al fine di far sapere il meno possibile e tutelare ogni eventuale scandalo in quelle tipiche dinamiche interne che abbiamo visto per molti anni.

Un prete abusante che invece sposa la cultura pedofilica è un uomo di chiesa che pone in essere una strutturata serie di condotte predatorie al fine non solo di abusare dei minori ma di coltivarli all’interno dell’abuso stesso, con lo scopo preciso di gestire quel processo di cambiamento che trasforma i minori vittime in adulti abusanti.

Ho sempre ripetuto che è un forte pregiudizio il credere comunemente che un adulto che abusa un minore è stato a sua volta un minore abusato da un adulto, infatti la percentuale di “cambiamento” è simile a quella della presenza degli abusanti in ogni categoria sociale anche fra gli adulti che non hanno mai avuto traumi del genere durante la propria infanzia.

Diverso è, invece, il metodo della cultura pedofilica strutturata anche nella chiesa. Metodo che gestisce questo processo di cambiamento tramite il quale si “coltiva” la piccola vittima in una sorta di “orto degli orchi” in cui le tecniche di influenza traumatica fanno parte di quella cultura pedofilica che “accompagna” il minore vittima verso l’età predatoria, trasformando così il minore vittima vicino agli ambienti della chiesa in un adulto (prete) abusante, diventato parte della chiesa.

Papa Francesco ha non solo imposto un diverso atteggiamento ai vertici della Chiesa nei confronti del singolo estemporaneo prete abusante ma ha innescato un conflitto interno proprio contro quella cultura pedofilica anche presente in Vaticano e strutturata nelle sedi periferiche.

Non è solo quindi un periodo di scontri verticali nei ranghi apicali della chiesa bensì un moto rivoluzionario vero e proprio contro una cultura che ha permesso anche con la feroce omertà e coi meccanismi di negazione che all’interno della chiesa stessa si perpetrassero degli abusi in danno dei minori e si coltivassero degli abusanti fra quei minori a vario titolo presenti negli ambienti ecclesiastici.

Il Papà non ha contro un gruppetto di preti vescovi e cardinali che coltivano rancore o appartengono a scuole di pensiero diverse di una stessa dottrina, Papa Francesco ha contro un sistema strutturato che agisce una dottrina dell’abuso come strumento di influenza e che all’interno (ed all’esterno) della chiesa ha forza, coperture e connessioni anche con quel mondo della Giustizia sovente condizionato dall’ipocrisia della moralità e del giudizio della condotta morale di una persona.

Insieme a mio marito Fabio abbiamo ricevuto tutti i sacramenti ma ci siamo allontanati da tempo dalla chiesa, mentre il rapporto con Dio rimane cosa riservata, perchè non abbiamo voluto condividere la non-lotta mai fatta contro quei segnali della presenza della pedofilia al suo interno.

Siamo una pedagogista ed un educatore e, come tali, attori di una tutela del minore in ogni suo aspetto e non spettatori passivi di una cultura dell’omertà.

Papa Francesco è sotto attacco non perchè a capo della Chiesa ma perchè nato Jorge Mario Bergoglio diventato Papa, sotto attacco per la sua storia, per la sua coerenza pur adeguandola certamente agli equilibri della chiesta per diventarne capo, ruolo dal quale sembra ora voler agire la sua rivoluzione.

Resto una pedagogista interessata a questo fenomeno e, chissà, che un giorno non ritrovi anche il desiderio del battesimo per i miei tre figli, in una Chiesa che ha finalmente compreso che chi abusa di un bambino, abusa di Dio…

Sara Moi Piselli, pedagogista


e.mail: sara.piselli@lafamigliapiselli.com

Facebook: (vai all’account)


Nota per i lettori: il Blog della Famiglia Piselli è un prodotto delle attività letterarie, tutelato dalle normative vigenti in materia di diritti di autore. I lettori sono autorizzati a copiare l’articolo e a ri-pubblicarlo altrove con la preghiera di non farne oggetto di lucro, di non cambiarne il significato e la struttura originale e di citare cortesemente la fonte.


torna alla home page del Blog

  1. grazie a te Gloria per le tue parole…temi difficili con cui confrontarsi perchè pongono in discussione una morale che fa da alibi per molte coscienze di poche domande…ritengo invece importante non tanto somministrare dei quesiti quanto comprendere le risposte, specialmente quelle non date

    Mi piace

  2. Bell’articolo Sara. Sono temi di cui spesso non si vuole parlare, ma credo come te che sia un dovere. Grazie! Gloria

    Mi piace

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: