“speriamo che i nostri figli non facciano quello che abbiamo fatto noi”. Ovvero come educare i figli adolescenti a capire la libertà dell’adolescenza, senza fuggire le nostre paure di genitori già stati adolescenti in fuga da genitori prigionieri delle proprie paure…

Ascolto le madri di quei ragazzi che appena usciti dalle scuole medie sembrano entrare nell’università della vita in modo anticipato, fisicamente pronti ma emotivamente e psicologicamente vulnerabili, col rischio di finire presto fuori corso.

“Dottoressa mi aiuti, ho perso il controllo su mia figlia”.

Mi dice la preoccupatissima madre dopo aver preso coscienza che la giovane figlia ha saltato alcuni giorni di scuola e, nessuno, ha una idea di dove sia stata e che cosa possa aver fatto.

Alla risposta con la quale ho manifestato tutta la mia contentezza è sembrata chiedersi se fossi veramente una pedagogista laureata, già titubante del fatto che il mio abbigliamento non prevede uno scialle fermato con spilla in pieno stile doposcuola parrocchiale ma dei semplici abiti utili per svolgere il mio principale mestiere di madre di tre bambini ancora piccoli.

Dopo averla rassicurata che la mia contentezza sarà la stessa di quando anche le due figlie femmine ed il figlio maschio, che ho tutti faticosamente partorito, seguiranno quelle (giuste) irrazionali spinte adolescenziali, la donna ha ripreso finalmente colore ed abbiamo così potuto affrontare il “disagio” che ha “costretto” la figlia sedicenne a marinare la scuola in qualche occasione.

Un disagio così dirimente da costringere una sedicenne a compiere delle impulsive scelte contro dei pulsanti doveri si chiama adolescenza, si chiama progressivo distacco dalla famiglia, si chiama identificazione proiettiva in quel mondo oltre casa con un potente condizionamento ormonale da dover gestire (quasi sempre) di nascosto dai genitori.

Detto questo ci siamo finalmente concentrate sul problema della mamma e non della figlia, anche perchè ogni ipotesi sarebbe stata calzante, dalla triste mattina trascorsa a piangere per un amore non corrisposto a delle felicissime ore passate fra baci e carezze col “suo ragazzo”.

Naturalmente tutto ciò con la piena spiegazione da brava pedagogista della differenza fra maturità e consapevolezza e fra la giusta irrazionalità contro la più completa stupidaggine; entrando così  nella qualità educativa dei genitori di questa ribelle ragazzina che si è azzardata a comportarsi come una adolescente, ponendo proprio in discussione le competenze che questi hanno saputo investire per accompagnare la loro figlia verso questo passaggio evolutivo in cui la differenza fra una matura irrazionalità e la stupida immaturità dipende pienamente dalla loro esperienza e capacità genitoriale.

La giusta irrazionalità consente ad una ragazzina di vivere la sua adolescenza tramite delle scelte e delle azioni oltre i confini delle regole senza sconfinare nei problemi seri, invece spesso causati da una immaturità che sfocia nelle stupidaggini che si pagano anche a caro prezzo.

La paura ed il coraggio dei genitori in generale ed in quella madre in particolare è sostanzialmente nascosto in questa terra di nessuno, nella quale il ponte verso la vita futura della figlia si costruisce giorno dopo giorno con le funi che l’adolescente saprà rinforzare soprattutto con la sua intelligenza emotiva, mentre i genitori possono solo stare a guardare sperando di aver fatto un buon lavoro nell’averle portate di fronte alla loro adolescenza.

Ove stare a guardare non significa restare passivi ma al contrario assolutamente attivi e partecipi alla vita di quei figli che, progressivamente, saranno sempre meno figli e molto più autonomi, allentando finalmente quel cordone ombelicale che talvolta ha, purtroppo, un effetto di fune a frizione simile a dei giganti yo yo, fino a spezzarlo del tutto del quale rimarrà quell’eterno legame interiore fra genitori e figli che rappresenterà l’invisibile perimetro del circuito della vita.

Genitori insicuri produrranno solo confini visibili e sfortunatamente contenenti la vita emotiva dei propri figli dai quali potranno solo evadere senza mai superarli, genitori contenitivi e mai propositivi, genitori adulto-centrici che pretenderanno dai propri figli le sole (loro) certezze di sicurezza, certezze che li fanno star sereni nei propri schemi mentali dai quali invece i figli adolescenti cercheranno di fuggire ad ogni occasione possibile e, in questi casi, spesso in modo molto stupido.

La libertà per un adolescente non ha il nostro stesso valore di regole ma di sperimentazione, la cui entità dipenderà molto da quanto i genitori hanno saputo colmare quelle lacune affettive e relazionali con loro, che invece l’adolescente tenderà a riempire con delle scelte raramente vincolate alla giusta irrazionalità ma  che saranno la diretta conseguenza della immaturità genitoriale di quel padre e di quella madre che hanno dimenticato la propria adolescenza, se mai ne hanno realmente avuta una.

Questo è stato lo stimolo giusto per riportare questa madre ora preoccupata ai ricordi della propria adolescenza ed alla fine ci siamo salutate col sorriso e con una frase che, probabilmente, sarete in molti a ripetere: “speriamo che i nostri figli non facciano quello che abbiamo fatto noi”…

Sara Moi Piselli, pedagogista


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  1. Molto interessante!
    Me ne ricorderò sicuramente.
    Grazie

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