pedagogia della sessualità, consulenza ad una coppia di genitori libertini sulla tutela dei minori…

Qualche anno fa insieme a mio marito abbiamo prestato una consulenza di parte ad un legale che tutelava gli interesse di due minori, figli di una coppia di genitori che fu sottoposta ad un monitoraggio di varia natura perchè protagonisti di una vita sessuale libertina e sospettati di coinvolgere anche i figli nelle loro pratiche “trasgressive”.

Sostanzialmente è accaduto che, nel piccolo paese di residenza le voci sulla passione per quel tipo di sessualità coltivata dalla coppia sono iniziate a circolare, dallo scambismo all’esibizionismo fino alla bisessualità il tutto condito con quel pizzico di cattiveria e di ben-pensiero che sviluppa spesso dei casi basati sul pregiudizio, tali da trasformarsi in un fascicolo investigativo.

Abbiamo quindi condotto una sorta di indagine familiare per valutare non solo le competenze genitoriali della coppia ma anche l’eventuale presenza di quei segnali idonei a riscontrare una verosimilità coi sospetti del coinvolgimento dei figli, sospetti generati inizialmente dalla “confidenza” di un loro vicino nei confronti di un operatore di polizia giudiziaria, il quale correttamente, atteso la presenza dei minori, ha redatto una informativa alla Autorità Giudiziaria competente per territorio che una volta riscontrata la frequentazione dei genitori nei circuiti sessualmente trasgressivi, ha attivato i necessari protocolli in tutela dei minori.

Dopo qualche tempo il fascicolo fu archiviato e nessun serio danno fu patito dalla famiglia, salvo un periodo di allontanamento dei figli associato al monitoraggio assistito ma, rispetto ad altri casi simili, non ha avuto delle conseguenze tali da non essere colmate con la scelta di cambiare città e di seguire i consigli dei loro consulenti relativamente a “cosa fare e cosa non fare” nel vivere la sessualità all’interno della coppia, nei modi coi quali soddisfano il loro definirsi “libertini”.

Differentemente dal lavoro  di una psicologa nominata come CTU o come CTP che svolge anche delle perizie e somministra dei test, la pedagogista nominata come CTP non opera in tal senso e la consulenza è mirata al riconoscimento della qualità della relazione genitori-figli e fra la coppia, senza giudicare il comportamento o le attitudini degli assistiti bensì osservandone con un approccio pedagogico le competenze genitoriali verso il rispetto delle esclusive esigenze dei minori e tutta una serie di dinamiche e meccanismi interni alla famiglia e dei suoi singoli componenti.

Approccio pedagogico idoneo per capire la struttura della famiglia stessa e per evidenziare ogni segnale di eventuale disagio nei figli, dal quale approfondire l’indagine per ricondurlo ad un evento specifico oppure ad un sintomo del tutto compatibile con un normale disagio evolutivo o con un fatto diverso o radicabile all’ipotesi di reato per la quale stavamo procedendo.

Erano dei genitori qualificati sotto il profilo della formazione e della professione, socialmente inseriti con una consistenza patrimoniale sicura, estranei ai tipici ambienti della prostituzione o delle sostanze, incensurati. Di fatto una coppia come tante altre se non fosse per la curiosità manifestata all’interno delle loro fantasie erotiche di vivere delle esperienze considerate trasgressive che, da stimolanti fantasie, si sono progressivamente concretizzate con degli approcci con coppie simili fino alla partecipazione completa al mondo del “libertinaggio sessuale”.

La consulenza ha richiesto dei mesi durante i quali abbiamo fatto le pulci a questi due adulti sotto tutti i profili e ci siamo così confrontati con il mondo libertino, fatto non solo di fotografie o video ma anche di estensione delle proprie pratiche ad altri componenti il rapporto sessuale che trasformavano la coppia in un trio oppure nella unione di due coppie in un completo scambio omosessuale o, meglio, bisessuale.

Abbiamo così compreso che dopo anni di confronto con le proprie fantasie e qualche approccio nei siti specializzati, si sono decisi a coinvolgersi appieno in questa “nuova vita”, da loro così definita, nella quale hanno ritrovato la piena armonia della coppia anche oltre il solo aspetto sessuale del loro rapporto, finalmente sereni e forti di essersi aperti fra loro nel vivere la loro natura e molto più sereni anche nelle relazioni sociali e familiari, proprio perchè alleggeriti dal peso del segreto e della vergogna o della paura del ricatto.

Pur se in modo riservato, questo loro stile di vita non è passato inosservato a chi, poi, ha voluto con la propria visione costruire un castello accusatorio che fortunatamente ha avuto delle fondamenta labili laddove immediatamente indirizzato alla tutela di due bambini, che sono sempre stati tenuti lontano dallo stile di vita di coppia dei genitori.

Ho sempre osservato quel tipo di ambiente con un certo scetticismo e l’esperienza di questa consulenza, come le altre successive, mi ha consentito di meglio conoscere quel “mondo” e meglio riconoscere anche i rischi connessi a quel tipo di relazione fra adulti, ove questi fossero dei genitori di figli minori, non sempre effettivamente ignari delle abitudini dei genitori in tal senso.

Questa coppia di genitori è risultata alla fine delle varie osservazioni del tutto competente nel ruolo genitoriale ed assolutamente estranea a quelle pratiche sessuali dalle quali si possono scaturire delle strumentalizzazioni utili per la predazione dei minori.

Di fatto la loro passione è coltivata allo stesso modo dello sport, nel corso della domenica da trascorrere in una località lontana dalla zona di residenza e dopo aver accompagnato i bambini dai nonni per trascorrere la giornata insieme ai nipoti.

L’unico fattore di rischio era rappresentato dall’uso del computer e dalle fotografie e video chiaramente ritraenti le loro pratiche, archiviate con delle mere cifrature dei files e col rischio che, per quanto piccoli, i bambini avessero comunque accesso al terminale per divertirsi coi videogiochi, mentre i genitori erano convinti della forza della sola cifratura delle cartelle.

Prestare una consulenza in tal senso prevede due indirizzi, il primo è quello esclusivamente tecnico che si concretizza con una relazione in atti da produrre nel procedimento e da discutere nel dibattimento, l’altro è il confronto diretto coi protagonisti, in questo caso i due genitori ed i loro figli.

La relazione tecnica non è stata difficile, diversi ostacoli ha invece incontrato il confronto con la coppia, coi genitori, perchè inevitabilmente per quanto mentalmente aperti non conoscevamo quel “mondo” ed è stato impattante comprenderne le dinamiche da un punto di vista di una coppia ordinaria come siamo sempre stati, pur con ogni serena visione del sesso e delle sue libere espressioni ma non così consapevoli della differenza fra libertà sessuale e libertinaggio inteso in quel senso.

Oggi sono trascorsi degli anni da quella CTP ed abbiamo come in altre occasioni di consulenza mantenuto dei contatti periodici con gli assistiti, in alcuni casi divenuti poi amici, i quali sono ancora ben felici della loro “nuova vita” e sereni di informarci che i figli sono cresciuti ed ormai sono alle soglie della maturità liceale.

Come può quindi, una coppia di genitori che si scopre libertina dopo anni di ordinaria vita sessuale e dopo aver messo su famiglia, vivere appieno e serenamente questa “nuova vita” tutelando i figli nel massimo indice di sicurezza?

I consigli che posso offrire sono semplici per quanto riguarda l’aspetto della tutela e della sicurezza e più complicati una volta raggiunto invece lo spessore delle emozioni e del rapporto genitori-figli.

Sconsiglio vivamente il crearsi una sorta di doppia vita, segreta, perchè ogni doppia segreta vita contiene il germe del ricatto e doppio diventa anche il comportamento emotivo dei componenti la coppia, uno ufficiale a tutela di tutto e di tutti ed uno riservatissimo nel quale esprimere la parte tenuta segreta ma col rischio della simulazione e della dissimulazione delle emozioni all’interno della famiglia.

Meglio perciò restare se stessi-coppia e vivere in modo certamente riservato quel se stessi anche nella componente della sfera sessuale, espressa nei modi libertini e trasgressivi rispetto ad una convenzione sociale più ordinaria, senza simulare o dissimulare delle emozioni all’interno della relazione bensì rinforzando la proprietà del sentimento grazie anche alla serenità che la soddisfazione di quelle pratiche può consentire di raggiungere e, altrettanto certamente, sono ridotti i rischi di una frustrante costrizione alla clandestinità dello scambio di coppie o della bisessualità di entrambi.

Nel corso delle mie analisi e delle ricerche sociali in questo settore, ho evidenziato infatti una altissima percentuale di adulti che conducono una vita sessuale clandestina tenuta segreta alla moglie o al marito, più compatibile con una trasgressività originata da una frustrazione relazionale o generata da una evoluzione castrante che con una frustrazione della trasgressività sessuale non praticabile con il coniuge.

La scelta degli ambienti ove esprimere questo libertinaggio è ampia e oggi caratterizzata addirittura da club privè molto frequentati, per quanto sconsiglio l’immediata adesione a questo tipo di circuiti perchè il rischio di bassa macelleria potrebbe incidere sulla qualità della relazione fra la coppia.

La scelta delle persone con cui confrontare la propria spinta libertina è alla base dell’iniziale inserimento in quel mondo oltre le fantasie, internet rimane il veicolo più veloce per conoscersi e misurarsi all’interno dei siti specializzati ma tutto questo richiede una buona capacità di filtro per non incappare in esperienze negative ben oltre la bassa macelleria.

In presenza di figli minori è assolutamente importante e consigliabile non incontrare e frequentarsi oltre lo scambio con altri adulti, singoli o coppie, perchè sovente chi è interessato a predare dei bambini strumentalizza anche questo settore trasgressivo per inserirsi progressivamente nella vita delle persone, per acquisirne la fiducia ed infine abusare di un minore con la consapevolezza che il rischio di essere denunciato sarà ridotto e vincolato alla tutela del segreto delle abitudini dei genitori, verso i quali indurre un senso di colpa e di passiva complicità proprio per il loro stile di vita a causa del quale il figlio o la figlia è stata sessualmente predata.

In buona sostanza e col buon senso che supera il ruolo della pedagogista, nulla vieta a due genitori adulti di vivere serenamente le proprie passioni sessuali, le proprie fantasie e di sperimentare quella ampia serie di esercizi del piacere talvolta opinabili ma certamente rispettabili se scelti con la piena consapevolezza, nulla vieta tutto questo se condotto con la completa ed esclusiva attenzione alla tutela dei figli mantenendoli lontani da ogni espressione di questo libertinaggio.

Foto, video, accessori sessuali, abbigliamento di specie, incontri e contatti sono da gestire in un “mondo a parte” lontano dall’area di approccio dei figli, ovvero la casa o i locali di pertinenza della famiglia. Questo perchè i bambini prima e gli adolescenti dopo sono in grado di captare le emozioni dei genitori e, più forte è il segreto, più forte sarà l’interesse a scoprirne i contenuti.

Queste sono le ragioni per le quali sconsiglio il segreto di una doppia vita, basta infatti essere se stessi nella espressione delle emozioni e delle relazioni della famiglia con la riservata consapevolezza della sessualità libertina fra marito e moglie, nei limiti della relazione della coppia ma con lo spessore della serenità della espressione delle emozioni.

Naturalmente vi sono coppie che hanno scelto di vivere apertamente, anche informando i figli, la loro libertà sessuale ed il libertinaggio in tal senso, assumendone così più uno stile di vita che la sola scelta di vivere un aspetto “trasgressivo” della propria relazione.

Non ho esperienze con questa realtà e non posso quindi esprimere una mia opinione.

Capire le ragioni di un interesse di una coppia verso il libertinaggio sessuale è certamente stimolante e consente a tutti noi di confrontarsi con le proprie fantasie o con la soddisfazione emotiva della relazione, anche sessuale, con il proprio marito o la moglie.

Oltre la bassa macelleria caratterizzata da una trasgressione da frustrazione associata sovente ad una scadente capacità emotiva, rimane un nucleo di spessore laddove il suo raggiungimento è tale da parte di persone che posseggono la capacità di porsi in discussione all’interno della (loro) coppia, nella quale scambiarsi il valore del sentimento tramite la passione condivisa nello scambio di coppie e di ruoli in cui si supera il solo concetto della omosessualità o della bisessualità e si raggiunge un più definito pensiero di unione, anche se non semplice da far capire o da spiegare ove necessario farlo.

Nella consulenza che ho svolto insieme a mio marito abbiamo sostanzialmente detto questo, che la libertà sessuale di una coppia espressa nel termine libertinaggio, non deve mai essere ridotta o venir meno se non condizionata nella sua pratica dal rispetto delle esclusive esigenze dei figli minori.

La condanna morale o il giudizio sociale verso una coppia di genitori che, in modo intelligente, vive la propria vita sessuale oltre le convenzioni moralmente accettabili da una collettività sovente vincolata ad una morale ipocrita, rappresentano uno dei rischi per i quali dei minori sono costretti ad essere osservati e periziati per verificare la (nuda) ipotesi di un loro presunto coinvolgimento nelle “trasgressioni” dei genitori.

Per la mia esperienza vi è un indice di rischio in danno dei minori ben maggiore nella clandestinità della doppia vita condotta da chi ha invece il proprio indice sempre puntato verso la “giusta morale”, soggetti  trasgressivi per frustrazioni mai elaborate, che vivono nel vincolo del segreto di quelle pratiche sessuali “da non dire”.

Personalmente e professionalmente non vedo nessun rischio in una coppia di genitori maturi, intelligenti e competenti, che la domenica, invece di andare in chiesa o alla partita, preferisce godere della propria passione liberamente e nel rispetto delle loro libertà, dopo aver accompagnato i figli a casa dei nonni a qualche centinaio di chilometri di distanza e seguendo i consigli dei loro consulenti di parte in un procedimento che non meritavano di sostenere…

Sara Moi Piselli, pedagogista


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