Mamma, cosa è l’Islam e perchè ci tagliano la testa? ovvero come spiegare ai figli la differenza fra le religioni senza perdere la testa…

Mio figlio Fabio Massimo ha uno spiccato senso della captazione uditiva, in altri termini potrei dire che non si fa gli affari propri, specialmente quando due adulti stanno animatamente discutendo in tema di religione riferendosi all’Islam con la definizione di tagliatori di testa, come avvenuto recentemente al piccolo parco di Latte, paese ove attualmente abitiamo.

Spiegare le diverse religioni a dei bambini curiosi come i delfini della pubblicità, non è facile specialmente dopo che Fabio Massimo e Matilde si sono raccontati (a modo loro) che un signore taglia la testa a chi tiene un crocifisso a scuola, non senza incutere un certo timore dopo che entrambi si sono ricordati di averne uno in classe.

Bambini che hanno scelto di fare l’ora di religione anche se noi non abbiamo optato per questa opportunità, preferendo che fossero loro a confrontarsi con gli inviti dell’insegnante.

Spiegare l’Islam a chi non ha ancora compreso il cristianesimo è simile a leggere un testo sacro in ebraico, per cui ho scelto la meravigliosa tecnica del paradosso utilizzando la frutta come strumento educativo e ricordando che nella loro scuola ci sono dei bambini di fede diversa e ad ognuna ho attribuito una banana, una pera ed una mela.

A quel punto, il figlio maschio, mi ha chiesto cosa fosse la fede e dalla frutta sono passata al disegno, mostrando loro i vari simboli religiosi e spiegandone i riferimenti delle rivelazioni fra quelle interpretate dal Vangelo, dalla Torah e dal Corano, osservandone già i segnali fatti con gli occhi verso la sorella Matilde, indicanti la serietà della faccenda e che forse era meglio farsi gli affari propri continuando a giocare a palla in quel piccolo parco.

Ero interessata a ridurre il significato di tagliatori di testa per come in modo ignorante, i due adulti del parco, si stavano vomitando addosso le proprie convinzioni su una religione tanto difficile da capire per chi non supera il pregiudizio o le sole feroci manifestazioni di quei terroristi che fanno dell’Islam una bandiera di guerra.

In un paio di precedenti occasioni i bambini mi avevano già chiesto i motivi per i quali all’ora di religione, cattolica, dei bambini lasciano la classe ed avevamo approcciato alla differenza di credo e, evidentemente, quanto ascoltato al parco ha riacceso l’interesse del figlio maschio che ha esteso come sempre alla sorella.

Sia io che mio marito abbiamo ricevuto tutti i sacramenti di cristiani nella espressione del cattolicesimo, poi ci siamo progressivamente allontanati dalla chiesa ma senza abbracciare una fede diversa o sposare delle filosofie particolari, il nostro credo rimane intimo ma non vogliamo imporre ai nostri figli un indirizzo esclusivo in un senso o nell’altro, preferendo praticare il culto del rispetto di se e degli altri e rispondere alle loro progressive domande su questi temi.

In particolare mio marito ha avuto modo di studiare il Corano nei suoi trascorsi nei paesi arabi come espressione di quel suo desiderio di conoscenza dei paesi che visita per varie ragioni, anche se all’epoca vi era per ragioni più militari che altro e contestualmente allo studio della lingua araba ha voluto confrontarsi con la religione più diffusa in quei paesi.

Ho così insieme a lui coltivato l’interesse del confronto fra le religioni e ci siamo messi a studiare i significati e le differenze fra le tre religioni monoteiste, il Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islam, esteso anche al buddismo ed al confucianesimo fra letture e conoscenze dirette quando ve ne è stato l’occasione durante il nostro viaggiare.

Temi difficili da affrontare in generale e con dei bambini in particolare, per cui alla fine ho raggiunto lo scopo di rassicurare i miei figli che nessuno gli avrebbe tagliato la capoccia per avere in classe un crocifisso.

Sereni e rasserenati hanno voluto fare dei disegni rappresentanti ciò che, secondo loro, è un Dio e dal sole splendente, nuvole e cieli azzurri siamo infine giunti all’incursione di Edda che ha iniziato a cantare una canzone livornese che mio marito usa come ninna nanna, dal titolo “de,de,de, boia de, de de” che strideva fortemente col tema in questione.

Edda ha la capacità di allearsi ai fratelli ed invece di aiutarmi si è messa a chiedere a Matilde ed a Fabio Massimo cosa fossero quei disegni e posso assicurare di non essermi mai divertita tanto in vita mia, nell’ascoltare i miei figli spiegare alla sorellina la differenza fra il Vangelo, la Torah ed il Corano.

Proprio nel rispetto dei compagni di classe che professano fedi diverse, ho ritenuto insieme  a mio marito di ridurre il gioco e lo scherzo sui termini che avevano ascoltato e, grazie ad internet, gli abbiamo fatto vedere una preghiera per ogni religione, trovando in loro un silenzio raro in altre occasioni.

hanno visto cosa studiano in classe, il Cristianesimo nel suo indirizzo del cattolicesimo, hanno visto come prega un ebreo ed hanno capito perchè hanno visto in qualche passata occasione, dei ragazzi stendere un tappeto e prostrarsi dopo essersi alzati e seduti per poi girare la testa verso i due lati.

I bambini sono delle meravigliose spugne, per questo è opportuno fargli assorbire la prima fede di ogni umanità, il rispetto per se e per gli altri, motivo per cui hanno voluto imparare un saluto in arabo, “marhaban”, da offrire ad un bambino musulmano che incontrano di tanto in tanto, che gli sorride spesso…

Sara Moi Piselli, pedagogista


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  1. […] realtà di una religione importante per numerose persone, sulla quale ho già scritto un articolo (leggi) ma di cui temiamo il confronto perchè filtrato da una complessa mole di requisiti di accesso […]

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