pedagogia della famiglia, dalla fiducia in se stessi alla supponenza (maniacale)…

Sin da piccoli abbiamo ascoltato frasi come “devi essere te stesso” oppure “devi credere in te stesso” a rinforzo di un momento di sconforto o di confronto evolutivo.

Nel mio lavoro di pedagogista ho conosciuto molti adulti con un “se stesso” mai cresciuto perchè interrotto da un trauma subito durante l’infanzia, come ho potuto conoscere taluni adulti rimasti immaturi che, paradossalmente, manifestavano una sicurezza ed una padronanza delle proprie capacità da diventare anche dei ducetti in favore di chi usa delegare le proprie scelte al primo presunto forte che ha di fronte.

Una categoria, quella dell’immaturo, assai diffusa che sovente tende ad affrontare ed accettare delle responsabilità per le quali non ha una formazione interiore idonea per sostenere i momenti di frustrazione e, essere un genitore, richiede invece la maturità, la competenza ed una buona capacità di tolleranza alla frustrazione.

Alcuni genitori manifestano dei comportamenti simili agli aspetti maniacali della personalità, perchè antepongono il proprio “se” su tutto e tutti indipendentemente dalle nefaste conseguenze che, questi, ignoreranno perchè prede di un meccanismo di negazione per il quale non si assumeranno mai le proprie responsabilità.

Chi ha fiducia in se stesso non è un leader o un primatista in qualcosa bensì una persona meno complicata nel momento in cui deve compiere una scelta, dalla più banale alla più seria, cosciente della differenza fra queste e non preda di quel terribile diffuso meccanismo sociale in forza del quale si tende a ridurre anche le cose serie a misura di mediocre.

Conoscere i propri limiti significa confrontarli con la serenità che dona il saperli accettare e comprendere così quando poterli allargare e, non, sfidarli per superarli; rispetto invece all’immaturo che, senza limiti, vive costantemente una frustrazione che compensa con lo sconfinamento oltre ogni limite, motivo per cui non è mai in realtà sereno con se stesso.

L’umiltà non è sottomissione o cieca sudditanza ma la perfetta conoscenza delle proprie risorse interne ed esterne, anche di spessore, per questo nonostante una persona sia umile appare invece impattante agli occhi dei mediocri, che sapranno rispondere con quelle formule dubitative e mai con una serena capacità di confronto e di eventuale sinergia.

Nel nostro paese l’umiltà è interpretata come debolezza, ecco perchè l’intelligente è spesso silente anche quando dovrebbe parlare ed il supponente parla anche quando dovrebbe tacere, col risultato che nei meccanismi dell’ignoranza vince sempre chi grida di più e le grida radunano i mediocri, ammassandoli insieme e non creando degli insiemi di persone autonome.

Un genitore ha il dovere della misura dei propri limiti, della conoscenza dei dati di fatto della propria realtà e non di una realtà di fatti dati da terzi presunti “guru” di una qualche materia e, sopratutto, ha il dovere di non credere di essere egli stesso il guru dei propri figli.

Un genitore maturo e competente è capace di educare i figli verso l’umiltà della fiducia in se stessi, non “addestrandoli” alla supponenza del credere di fare ma “formandoli” al saper fare, estraendone quelle risorse interne individuali invece di immettere un proprio metodo al quale i figli debbono adeguarsi.

La famiglia è un insieme formato da soggetti autonomi che formano il nucleo, non un gruppo assemblato che necessita delle dinamiche guida per essere gestito, magari apprese da qualche guru che pretende di formare dei genitori tramite dei protocolli standard, senza mai aver avuto dei figli…

Sara Moi Piselli, pedagogista


e.mail: sara.piselli@lafamigliapiselli.com

Facebook: (vai all’account)


Nota per i lettori: il Blog della Famiglia Piselli è un prodotto delle attività letterarie, tutelato dalle normative vigenti in materia di diritti di autore. I lettori sono autorizzati a copiare l’articolo e a ri-pubblicarlo altrove con la preghiera di non farne oggetto di lucro, di non cambiarne il significato e la struttura originale e di citare cortesemente la fonte.


torna alla home page del Blog