del perchè educare i figli a scrivere “Pisamerda” sui muri del mondo…

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Matilde e Fabio Massimo Piselli “Pisa Merda around the world”

Non me ne vogliano i pisani, perchè quella frase non rappresenta una offesa ai cittadini di una bellissima città in cui abbiamo dimorato per qualche tempo o una denigrazione della sua storia; Pisa e pisani sappiate che siete nel mio cuore.

Allo stesso modo stiano sereni i ben-pensanti, perchè non è un metodo diseducativo espresso nei confronti dei propri figli da parte di una pedagogista e di un educatore apparentemente maleducati.

Non ha nemmeno nessun particolare radicamento calcistico al derby fra Livorno e Pisa e non un riferimento allo sbocco al mare ai tempi della Triturrita.

Mio marito è un livornese atipico ma che rispecchia lo spirito emotivo di quella città, ovvero l’affluenza di più popoli e genti di ogni dove che, una volta giunti o nati a Livorno ed ivi dimoranti per il tempo necessario per acquisirne l’essenza della sana ribelle ignoranza, ne trasferiscono il valore di libertà contro la prepotenza del potere ovunque nel mondo.

Questo è per noi il significato di “Pisamerda”. L’esorcizzazione della tirannia tramite una ritualità iconica, un medium grafico idoneo per sconfiggere la paura di perdere quel sano spirito ribelle contro ogni autorità costituita, che tende ad uniformare le persone ed i pensieri.

E’ un segnale marcatore di riconoscimento nel mondo non solo dei livornesi in viaggio ma anche del passaggio culturale del profondo significato delle Leggi Livornine che, ancora oggi, dovrebbero essere adottate in molti paesi per la loro importanza in termini di accoglienza e di opportunità di convivenza fra i popoli e le religioni.

Ecco le ragioni per le quali “Pisamerda” appartiene alla nostra Famiglia ed è espresso proprio in quei momenti di maggiore necessità di autonomia e di coraggio, anche contro la morte stessa.

Per i bambini è un gioco utile al riconoscimento della percezione del senso del “contro le regole” e non di uno stimolo a violarle, sono dinamiche ben diverse ed hanno nei loro meccanismi l’invito da parte nostra a mantenere vivo quello spirito ribelle sotto forma di “espressione ignorante” da conservare a monito di un insorgente indotto pensiero uniformato, proveniente da una fonte di potere che riduce la capacità di autonomia contro una omologazione seducente.

“Pisamerda” diranno i nostri figli di fronte al dito puntato del dovere, perchè sono bambini cresciuti nell’intelligenza dell’esempio e nella dolcezza del confronto, allergici a quelle forme di autorità costituite, spesso alibi di incapaci costitutenti.

Per questo i Piselli sono una Famiglia nello zaino, aperti al mondo e felici di vivere anche in un angolino ma mai sudditi alle convenienze ed alle convenzioni delle piazze affollate di gente ammassata.

Il rispetto degli altri “da noi” ed il rispetto “fra noi”, sono alla base del metodo educativo che desideriamo offrire ai bambini, nel quale veicolare anche il loro giusto bisogno di riuscire a dire “NO” laddove siano preda di un potere che, per quanto conveniente, ne limita la libertà delle emozioni.

Ecco perchè dire o scrivere “Pisamerda” non rappresenta una mancanza di rispetto o una evidenza di maleducazione, bensì quel sano coraggio di andare “contro” nel momento in cui il libero confronto si trasforma nel confronto con la limitazione delle libertà…

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dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista

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