pedagogia delle dipendenze, quando il sesso diventa un problema serio…

Blog_0075_Famiglia_Piselli
dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista

Chi legge questo Blog ha imparato a riconoscere che spesso introduco un pizzico di sano sarcasmo all’interno dei temi più seri, lo faccio per consentire un approccio sereno rispetto che drammatizzarne i contenuti che richiedono invece tutta la serietà professionale di cui sono capace.

La dipendenza da sesso, comunemente conosciuta come iper-sessualità, è un serio disagio vissuto sia dalle donne che dagli uomini in ragione della perdita di controllo sugli stimoli sessuali, sulle azioni e sui sentimenti trovando nel sesso un vincolo tale da non riuscire a smettere di praticarne le varie opportunità offerte dalla relazione di coppia, dai rapporti occasionali, dalla prostituzione attiva e passiva, fino al frequentare i luoghi della trasgressività sessuale nei circuiti specifici o negli ambienti in cui soddisfare ogni fantasia, dall’esibizionismo al voyeurismo, dai triangoli alle orge, dalla bisessualità al sadomasochismo per compensare il costante e progressivo bisogno di sesso.

E’ una dipendenza a tutti gli effetti che però dispone di più alibi rispetto alle altre forme di dipendenza perchè rientra nella libertà sessuale e nello stile di vita di una persona e, dalla qualità e dall’intensità dei suoi rapporti, non è facile riconoscerne un sintomo in tal senso, per cui l’unico indice di valutazione rimane la sua capacità di rifiutare uno stimolo e di sceglierne i contenuti.

Un uomo che “si diverte” è ancora visto come una sorta di soggetto quasi da invidiare, mentre una donna è classificata come “facile” ragione per la quale si confonde spesso il sintomo con l’agito e questo contribuisce a camuffare un disagio che potrebbe sfociare nella patologia.

Inoltre questa forma di dipendenza sessuale induce alla segretezza, sia per dissimulare delle pratiche omosessuali da parte dell’uomo, sia per ridurre la condanna sociale invece nella donna che ha una immagine di vita ordinaria diversa dalla sua dipendenza.

I tanti club privè consentono a molti di soddisfare in questi locali le proprie esigenze anche se in realtà è nella rete internet il canale privilegiato di chi scopre e crea dei luoghi di incontro, di esibizionismo, di scambio e delle varie pratiche sessuali considerati “extra”.

Osservare questo fenomeno mi consente di evidenziare quel velato pregiudizio sociale misto alla meno velata curiosità individuale da parte di molti di conoscere come è fatto il sottobosco della sessualità aperta o promiscua, oltre gli storici viali serali delle stazioni, le boscaglie o le dune in cui trovare veloci sfoghi di impellenti impulsi.

Le fantasie sessuali sono un elemento del tutto normale in un soggetto adulto, quando queste sono invece intrusive e condizionanti la vita di una persona scade il valore di curiosità, di piacere e di interesse “sportivo” nel sesso e si incrementa invece il rischio di una dipendenza.

Ascoltare un uomo adulto che si vanta delle performance che compie con una sua giovane amante clandestina e delle avventure che con questa scambia unitamente a più uomini quando la porta dagli amici, è per me irritante sia come donna che come pedagogista perchè mi auguro che questa ragazza abbia tutta la capacità di controllo delle sue esperienze sessuali, ovvero sappia dire di NO e sappia scegliere i suoi vari amanti e, soprattutto, abbia autonomamente scelto di vivere in quel tipo di promiscuità sessuale.

I rischi secondari di  una simile dipendenza sono infatti tipici della sessualità meno controllata, un rapporto occasionale in un bosco con più uomini o anche fra uomini sconosciuti, contiene tutti i rischi di prendersi una bella malattia sessualmente trasmissibile e il significato della auto-distruttività che spinge i dipendenti dal sesso aumenta la ricerca di quei rapporti meno sicuri.

Ho conosciuto nel mio lavoro delle giovani donne che hanno avuto dei rapporti sessuali con numerosi uomini, alcune di queste anche con più di quattro uomini alla volta, dai quali sono state possedute in ogni modo e soddisfatte in tutti i sensi, per poi accorgersi che i residui dei risultati degli orgasmi o delle impercettibili ferite hanno lasciato delle tracce patologiche ben diverse dalla sola iper-sessualità, trasformandole in vettori di infezioni poi trasmesse anche al “povero” fidanzato che non ha mai compreso la sessualità della propria ragazza.

Donne in particolare, che durante il confronto nelle fasi di ascolto pedagogico del loro disagio, hanno manifestato la piena consapevolezza dei danni che stavano facendo a se stesse di fronte a dei rapporti che non donavano nemmeno quella piena soddisfazione sessuale ma offrivano il bisogno di cedersi a tutti, l’essere prese e cedute ad altri, il sentirsi oggetti esclusive di un interesse ed al centro dell’attenzione di tanti, esibendosi e praticando una sessualità “sporca” tale da ricevere quelle classiche frasi del rapporto “duro” che tanto sembravano compensare il bisogno di essere punite o trattate con parole denigratorie e specifiche del gergo della trasgressività.

Donne anche giovani, dipendenti dalle fantasie sessuali che sembravano introdursi nella loro vita ordinaria di casalinghe, di studentesse, di impiegate o di professioniste che con una scusa riuscivano a rubare del tempo per ritrovarsi a praticare un rapporto orale ad uno sconosciuto in qualche bosco o angolo nascosto, per poi sentirsene sporche ed attivando così quel conflitto che progressivamente caratterizzerà la incapacità di dire di NO e di cedersi anche a degli uomini che in situazioni razionali considereremmo assolutamente orribili già dal profilo igienico.

Ricordo una assistita toscana che si lamentava dicendo che aveva fatto l’amore con tre uomini, uno dei quali indossava i pantaloni neri ed aveva i calzini di spugna bianchi, come se questo già rappresentasse il suo essere “caduta in basso” come donna e come donna ha perduto il rispetto di se stessa ed il controllo della sua capacità di scegliere con chi praticare il sesso, ritrovandosi posseduta da dei personaggi ai quali in condizioni normali avrebbe, sempre suo simpatico dire, ordinato due spaghetti alla marinara.

Ne ho osservato il dolore realmente vissuto quando ricordava le sue ricche esperienze di esibizionismo, di scambio, fino a prostituirsi per sport, ovvero senza il bisogno di un guadagno ma per il presunto piacere che provava nel farsi così tanto male quando permetteva a chiunque ad entrare in lei.

La dipendenza sessuale ha delle serie complicanze fisiche e psicologiche che non terminano alla fine dei rapporti, al contrario iniziano proprio nel momento in cui si riduce il mancato controllo e la persona torna in una zona di coscienza della realtà appena vissuta, col forte senso di colpa con cui lottare insieme alla segretezza da dover mantenere nei confronti del marito, degli amici e dei colleghi.

Proprio i mariti sono quelli che riescono molto spesso a camuffare la dipendenza dal sesso coinvolgendo la moglie in una sessualità che al primo impatto sembra appagante ed avere un marito attivo è meglio di chi preferisce la partita di calcio ma, quando i tempi di supplementari ed i calci di rigore finiscono, per questi uomini la partita è sempre in gioco ed il bisogno di sesso trasforma un rapporto passionale in una prigione dalla quale è difficile evadere anche per la moglie che non patisce la stessa dipendenza.

Soddisfare le fantasie del marito può essere una forma di complicità che inizialmente sembra rinforzare la coppia, la vergogna di offrirsi ad altri uomini con o di fronte al marito si supera col piacere e con l’eccitazione, esibirsi può soddisfare quelle normali fantasie individuali di una donna ma quando un “ora basta” non serve a nulla ed ove i limiti sembrano non avere confini, si raggiunge quella soglia di rischio che non può essere superata da nessuna persona normodotata ed equilibrata anche nella scelta di vivere una sessualità diversa.

Quando mi chiedono come poterne uscire non ho una risposta immediata, perchè tante sono le variabili, posso solo invitare a comprendere proprio quei confini che offrono un riferimento di valutazione, ovvero la capacità di scelta e di rinuncia, in assenza della quale la dipendenza è già tale.

La condanna sociale che ne deriva è talvolta feroce in danno delle donne e delle ragazze in particolare, basta un video, qualche foto oppure il semplice vociare per trasformare un disagio che ha reso protagonista una donna di qualche avventura erotica in una “puttana” presumibilmente a disposizione di tutti.

Ragazze che ricevono offese, denigrazioni di ogni tipo, isolamento da un nucleo amicale più sano rispetto che gli inviti all’interno di quei circuiti che invece ne alimentano la dipendenza fino, nei casi estremi, al suicidio o alla perdita totale del controllo sulla propria vita.

Per cui, cari amici maschi che leggete questo Blog, quando vi dicono che “quella” è una gran t… invece di accendere i telefonini per filmare l’incontro per poi farvene vanto al bar, sappiate che probabilmente state usufruendo della patologia bucco-genitale di una ragazza che non riesce a dirvi di no, anche se avete i pantaloni neri ed i calzini bianchi…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014
dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista

Nota per il lettore: sei autorizzato a ri-pubblicare questo articolo nel tuo o in altri siti web oppure sulle piattaforme sociali, con la preghiera di non cambiarne la struttura ed il significato, di non farne oggetto di lucro e di citare cortesemente la fonte. 

Se desideri commentarlo puoi usare lo spazio dedicato, naturalmente nel rispetto degli argomenti trattati e della sensibilità dei lettori. Mi permetto solo di verificare i commenti prima di approvarli per prevenire lo spam e la pubblicità ma non adotto nessuna forma di censura sui contenuti che vorrai esprimere.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...