educare i figli a saper guardar lontano…

Prendo spunto da un commento su Facebook dell’amica Pina, la quale ha una sensibilità particolare verso le attitudini dei nostri figli relativamente al loro saper guardare lontano, per dire che educare i bambini all’uso degli occhi non è solo un esercizio salutare ma anche una opportunità per consentirgli di vedere oltre.

I figli, i bambini tutti, sono dei soggetti autonomi sotto la nostra responsabilità e capacità educativa tale da accompagnarli durante il loro processo evolutivo verso la maturità, per arrivarci coi giusti strumenti di autonomia e libero pensiero ma, non sempre, questo avviene realmente.

Parlare di autonomia e di libero pensiero nei bambini piccoli ha certamente un significato diverso dal nostro e, lungi da me, stimolare negli altri genitori la coltivazione di piccoli rivoluzionari in erba.

Educare i figli a saper guardar lontano rappresenta invece una opportunità per stimolare in loro il desiderio di fare e di saper fare, di approfondire un compito senza passare subito ad altro, di restare costanti e concentrati, di saper riconoscere le sensazioni che provano per poi riuscire ad esprimere le proprie emozioni in modo spontaneo.

Sottoporre i bambini ad una forma induttiva di espressione del loro “come-stare” è un errore in buona fede commesso molto spesso, simile al ricattino morale ed al baratto “prostitutivo” del bacio contro il regalo; situazioni del tutto ordinarie in ogni famiglia ma che contengono quelle dinamiche confusive nella bontà delle espressioni delle emozioni dei bambini perchè ne riducono l’autonomia e la possibilità di formare un “libero pensiero”.

Un bambino che non sente di baciare la nonna, non significa che gli è antipatica o non la ami, semplicemente non prova in quel momento quella spinta a farlo e, offrendogli un premio oppure sapendo di ottenerlo, rischia di baciare la nonna senza alcuna emozione, senza reale affetto, senza comprendere il valore di quel bacio invece valorizzato dalla potenziale contropartita.

Saper guardar lontano significa offrire ai figli la possibilità di andare oltre i nostri limiti di genitori, di parenti e di adulti in generale, per non vincolarli al peso delle cattive abitudini e delle scarse capacità di relazionarci proprio coi bambini senza ricorrere a quella terribile cultura adulto-centrica che tanto ci condiziona.

Guardare lontano consente di raggiungere la formazione del proprio libero pensiero che sarà mediato dalla guida del genitore e non il contrario, ovvero il bambino forma autonomamente un pensiero e si confronta coi genitori invece di ricevere dai genitori il pacchetto completo su cosa e come deve pensare come, purtroppo, spesso avviene.

L’intelligenza emotiva nei bambini è una risorsa utile per aiutarli ad esprimere non solo la loro innata curiosità ma anche lo stimolo di un confronto coi genitori, diretto ed autonomo, tramite le mille domande ripetute per mille, augurandoci che i genitori non frustrino loro questo momento con qualche “adesso ho da fare”.

Un bambino che guarda lontano è molto più vicino ai genitori di quei bambini tenuti accanto con la forza dell’ansia, dei doveri e dei divieti, i quali non sono stimolati ad altro che a garantire le certezze alle paure dei loro genitori e nonni vari.

Educare i figli a saper guardar lontano è una esperienza che consiglio perchè per farlo è indispensabile sempre quel reciproco contatto con gli occhi, quegli sguardi che si trasformano pian piano in un silente linguaggio comunicativo, di quelli che hanno il sapore dell’intelligenza e di vedere in modo chiaro il significato della espressione delle reciproche emozioni…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014
dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista

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