educare i figli a cavalcar le scarpe, proprie ed altrui, per non accettar giudizi sugli altri e su di sé…

Il nostro è quello strano paese nel quale siamo tutti allenatori, tutti primi ministri, tutti zoppi con le stampelle altrui, nel quale la collettività sembra avere potere di pre-giudizio per timore di essere post-giudicati.

I bambini sin da piccoli sono abituati alla denigrazione, “sei un mongolo” oppure “sei un morto di fame hai sempre le stesse scarpe” ma anche “tua madre ha sempre gli stessi vestiti, stanno in piedi da soli”.

Accade quindi che di tanto in tanto i miei figli tornano a casa con il tentativo di dissimulare la loro tristezza, coscienti che proprio quel comportamento è il loro modo di dirmi che è qualcosa li ha rattristati e che, io, senza nulla loro chiedere avrò le giuste risposte individuandole nel raccontarsi (fra loro) quel che potrebbe rendere triste (me).

Alla fine si giunge al nocciolo della questione, rappresentato da chi rivolge sui compagni presumibilmente le stesse mortificazioni che riceve a casa dai genitori, le stesse parole denigratorie che i suoi genitori riservano per lui e per gli altri, convinti che quel pizzico di supponente benessere possa scudare la loro ignoranza della quale hanno il pieno diritto e che, proprio nel nostro strano paese, l’ignoranza rappresenta il collante utile per ammassare le persone che (purtroppo) nella denigrazione altrui nascondono il proprio malessere.

L’infanzia ha sempre avuto dei picchi di meravigliosa cattiveria, spontanea però e non dettata da un esempio genitoriale imposto ai propri figli da un costante linguaggio composto da offese, parole rituali (cioè, tipo, dice) e la totale incapacità di porsi in discussione per cui ben venga il “nemico utile” verso cui proiettare ogni propria frustrazione.

Educare i figli alla comprensione del “giudizio” non è semplice e richiede la giusta misura proprio per rispettare i confini della (buona) cattiveria dei bambini.

I miei figli viaggiano da sempre e da sempre il viaggio è la loro scuola di vita, quella in cui si confrontano con le altre culture e con le proprie emozioni, per questo ho scelto il viaggio come strumento educativo per costruire un esempio idoneo per spiegare ai miei figli che non debbono mai farsi coinvolgere nella ricerca del giudizio degli altri o verso di loro o di noi genitori.

Educarli a non accettare il giudizio nei confronti dei loro compagni e di non accettare il giudizio rivolto verso di loro da parte dei compagni, se non nella misura della sana cattiveria dei bambini, quella utile per imparare a tollerare la frustrazione.

Il “cavalcar le scarpe” è forse una delle prime parole che hanno imparato sin da piccolissimi, espressa da mio marito nel momento in cui dovevamo metterci in cammino verso una nuova esperienza.

Ho quindi invitato i miei figli, la prossima volta che un compagno di scuola li giudicherà sulle loro scarpe o giudicherà i loro genitori, di togliersi le scarpe davanti a tutti in classe e di suggerire a quel bambino di calzarle e di camminarci, magari fino a casa sua per poi chiedere al buon padre ed alla brava madre di spiegargli (invano) il senso di quel gesto.

Scarpe usate ed usurate, non rotte, non povere e nemmeno maltrattate, solo scarpe che hanno viaggiato, senza mai calpestare nessuno…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014
dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista

Nota per il lettore: sei autorizzato a ri-pubblicare questo articolo nel tuo o in altri siti web oppure sulle piattaforme sociali, con la preghiera di non cambiarne la struttura ed il significato, di non farne oggetto di lucro e di citare cortesemente la fonte. 

Se desideri commentarlo puoi usare lo spazio dedicato, naturalmente nel rispetto degli argomenti trattati e della sensibilità dei lettori. Mi permetto solo di verificare i commenti prima di approvarli per prevenire lo spam e la pubblicità ma non adotto nessuna forma di censura sui contenuti che vorrai esprimere.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...