educare i figli all’uso di internet…

Oggi i bambini usano il pollice prima sullo schermo poi in bocca, sono ormai digitali e ben capaci di usare i nostri smartphone e computer, anche se crediamo che così non sia.

Col computer ci lavoro tutti i giorni, la casa che abbiamo temporaneamente affittato in cui attualmente viviamo è composta da due stanze piccole ed è difficile trovare un angolo di totale riservatezza, ho preferito il giardino esterno alla casa più ampia ma quando piove i figli sono tutti dentro e non amo vietargli di vedere un cartone animato sul video perchè abbiamo rinunciato alla televisione da tempo.

Tre figli sono tanti per prevenire che uno di loro possa premere un tasto sbagliato o cliccare su qualche pop up che rimanda ad altre pagine, per questo insieme a mio marito abbiamo deciso di educarli all’uso del computer, oltre a quanto hanno già appreso rispetto al cellulare in caso di emergenza, per chiamare i soccorsi e comunicare con loro.

Matilde e Fabio Massimo a scuola usano la LIM quella lavagna sotto forma di schermo gigante, sanno quindi riconoscere le icone ed i vari loghi dei siti più comuni in cui trovare i cartoni o quei video educativi molto spesso interessanti. Edda, la più piccola, adora invece lo schermo spento e simula di parlare con qualche call center imitando il padre quando risponde ad una telefonata ricevuta da uno dei tanti venditori telefonici ai quali parla in “pilippino” dicendo che “padrone non c’è”.

Ho quindi scelto di permettere ai miei figli di gestire la rete internet anche per prevenire che uno dei loro compagni possa coinvolgerli nell’uso del suo cellulare, ho infatti osservato che alcuni bambini delle elementari hanno il proprio telefonino, anche di ultima generazione.

Lo stimolo che i bambini piccoli ricevono dalle tante immagini e video che osservano e che impattano ai loro occhi, è tale da attivare delle reazioni immediate e, non, mediate da una seria capacità di scelta e questo è il rischio maggiore.

I bambini sono infatti impediti nei giusti di tempi di elaborazione di un contenuto visivo, non hanno modo di riconoscere i dettagli oltre lo stimolo di primo stadio e soprattutto sono condizionati alla “delega sulla fiducia” verso lo strumento che usano, ovvero danno per scontato che sia affidabile proprio per quelle immagini positive, divertenti, captative e perchè gli è stato permesso dai loro genitori.

E’ importante quindi educare i figli a gestire l’apparecchio per non esserne gestiti, educarli a darsi i propri tempi di risposta ad uno stimolo rispetto che agire l’immediata azione richiesta, educarli al riconoscimento dei “video brutti” rispetto che quelli apparentemente più affidabili ma il mio maggiore interesse è quello di educarli al minimo uso di un computer o di uno smartphone, se non proprio per motivi didattici o per guardare un film di animazione tutti insieme.

Sono consapevole che altrimenti dovrei fare da cane da guardia ogni volta che al parco osservo un loro amichetto o altri bambini spippolare il proprio cellulare, come dovrei agire una forte pressione ansiogena per mettergli paura anche nel solo avvicinarsi ad uno schermo ma tutto questo sarebbe un comportamento sbagliato ed inefficace.

Internet è una risorsa meravigliosa per i bambini, non solo per i video divertenti o didattici ma anche per salutare parenti ed amici con le applicazioni multimediali, per confrontarsi con la propria capacità di interazione con una macchina che ha ormai preso un posto in ogni casa e che è un abituale strumento di lavoro per molti, anche nella scuola.

Non esserne gestiti rappresenta quindi la prima difesa da ogni minaccia che internet nasconde in ampia misura e, per quanto si possa attivare ogni forma di “parental control”, rimane alto l’indice di rischio che i bambini possano inciampare in qualche video particolarmente traumatico o in chi spera di trovarli soli, trascurati e perciò vulnerabili ad ogni stimolo ben più grave di un video horror.

Coi miei figli ho organizzato un metodo semplice, quello dei video noiosissimi, talmente privi di senso o di un qualsivoglia stimolo che alla fine sono proprio i bambini a desiderare di uscire di casa, anche sotto il diluvio universale.

Con Fabio, il mio buon marito, abbiamo costruito una pagina simulando dei pop up e dei link come spesso avviene su youtube, “addestrando” così i bambini ad osservare quel che accade al solo cliccarci sopra, ovvero finire con l’essere costretti a guardare quei video noiosissimi senza più riuscire a cambiare schermata, oltre naturalmente a tutti i più seri e mirati consigli educativi idonei a fargli comprendere come interagire (e non usare direttamente) con la rete.

Come pedagogista sono favorevole all’uso educativo di internet in favore anche dei bambini più piccoli, ci sono infatti dei video didattici o ludici di sicuro supporto per molti genitori e per gli stessi educatori, naturalmente nella giusta misura dell’intelligente equilibrio dei modi e dei tempi, ovvero che non sia una risorsa sostitutiva o compensativa della presenza o delle lacune dei genitori.

Niente di virtuale è infatti più importante che cliccare sulle emozioni del padre e della madre, per aprire una bella pagina di gioco e di interazione genitoriale che offre l’applicazione più importante del mondo, quella della relazione genitori figli e figli genitori…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014

dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista


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