pedagogia della sessualità nei sessantenni settantenni, terza età o prima volta?

Il tema della pedagogia della sessualità, nel modo in cui ho strutturato le varie tematiche, è un argomento che sembra interessare molto di più i cosiddetti “anziani” rispetto ai più giovani o ai genitori che debbono spiegare ai figli che le cicogne poco c’entrano con la loro nascita.

Un uomo ed una donna che hanno superato i sessanta anni li possiamo considerare delle persone mature ma non anziane o strettamente legate a quella fascia di età definita terza, specialmente per chi come me non dona alla cronologia della vita delle particolari attribuzioni in termini di tempo o, appunto, di età.

Ascolto delle donne, fra le quali delle nonne, parlare molto serenamente della loro sessualità all’interno del matrimonio oppure da “ragazze” (vedove, separate)  nei rapporti con uomini maturi, o più giovani, con cui intrattengono delle brevi o più lunghe relazioni affettive o meramente sessuali.

Ho recentemente ricevuto da un uomo di sessantacinque anni una richiesta di confronto proprio sulla situazione della moglie di poco più giovane, che sembra aver risvegliato in lui la passione e, questi, vive invece adesso quel senso di impotenza che non riesce a comprendere se equivale anche all’impotenza dei sensi.

Non sono una sessuologa ma una pedagogista che approccia al sesso ed alla sessualità con uno strumento professionale verso l’espressione delle emozioni e col sostegno in favore di chi necessita di un confronto per riconoscere le proprie risorse interne, estrarle e formarle per superare le difficoltà nel rapporto con se, col partner o con gli altri, anche nella sfera della sessualità e degli indirizzi di genere dei singoli e delle coppie di coniugi o di partners in generale.

La donna che supera i sessanta anni vive il sesso con una migliore percezione delle proprie emozioni, capace ora non solo di esprimerle appieno ma anche di riconoscerne il valore passato, per cui è in grado di “compattare” il suo essere donna e di elaborarne quegli aspetti più difficili affrontati durante la vita di coppia.

In una situazione di equilibrio ha una piena consapevolezza della sua persona, questo non significa che possa aver superato i conflitti ma ha imparato a conviverci, tanto che ritrova il gusto di assaporare quelle emozioni credute sopite ed ora invece stimolo di una nuova energia che, se sposata, esprime in favore del proprio marito oppure, al contrario, nelle relazioni di ambiente od in quelle più mirate, un amante o più amanti all’interno di una sessualità convenzionale od in quella più trasgressiva.

Per l’uomo è completamente diverso, quasi sempre rappresenta un confronto conflittuale con la propria gioventù, differente anche nella percezione delle emozioni rispetto che alla loro espressione, quasi timoroso di affrontare questa fase in cui la spinta fisica trova una riduzione rispetto a quella emotiva.

L’uomo maturo ha sempre attirato le donne più giovani e, molti single o i più liberi, trovano in questa mediazione una nuova energia giovanile, invece di gettarsi nella mischia della cosiddetta terza età in cui parlare quasi sempre al passato.

Il marito in questione ha invece incontrato la difficoltà tipica dei mariti italiani, quelli che crescono insieme alla propria moglie in una relazione codificata da comportamenti ed abitudini per poi, sistemati i figli e giunti alla pensione, ritrovare il proprio nucleo individuale nelle emozioni e nei desideri che non sempre debbono indirizzarsi verso il bingo o la bocciofila.

Educare delle persone mature al riconoscimento ed alla espressione delle risorse interne ed esterne nella loro relazione sessuale, significa anche porne in discussione la qualità del piacere e dello spessore di quelle emozioni ora diversamente riconosciute.

Piacere fisico e psico-emotivo caratterizzato da uno scambio più personale fra la coppia di coniugi o da un lancio nella passione senza tabù, nelle esperienze ambientali o nella gestione de o degli amanti.

Per questo ne ascolto le frasi che riferiscono ad una nuova “prima volta” che dette da persone classificate come “terza età” rappresenta un buon punto di partenza per arricchire questo spazio in favore della pedagogia della sessualità e degli indirizzi di genere…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014
dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista

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