educare i padri a stare coi figli…

Mio marito ha tanti difetti, è un lupo solitario a volte anche troppo orso, non chiede mai nulla e soprattutto ha nella sua storia il peggior difetto, quello che ci  segue ad ogni passo e talvolta è pesante ma ha, nel suo essere Padre, il meglio di Fabio Piselli detto “il Grinta”.

Posso infatti sollevare mille critiche contro il mio buon marito, ma non quella del suo rapporto coi figli che ha nella rinuncia a “tanto” il “molto” del suo significato.

Rapporto che non è fatto di “quanto tempo” ma della qualità del tempo, ovvero nella capacità di dare valore allo stare insieme sia quando il lavoro lo porta lontano a lungo che quando può trascorrere delle intere giornate coi nostri tre figli.

Un Padre ha nell’esempio il suo primo dovere, esempio rappresentato da chi è tutti i giorni e non solo da, quel momento, in cui trasferisce una esperienza in favore dei bambini.

Esperienza è la parola magica della nostra Famiglia, ovvero quel seme attuale che permetterà ai nostri figli di compattarne il significato nel loro progressivo futuro, tale da crescere e non solo evolversi cronologicamente.

Un Padre non è solo un compagno dei giochi cresciuto, oppure colui il quale condivide lo sport preferito coi figli, non è solo la voce grossa quando li rimprovera e nemmeno l’autorità gerarchica costituita.

Un Padre è e dovrebbe sempre essere una autorità emotiva e, come tale, rappresentare il mondo intero per i suoi figli, mondo interno e mondo fuori dalla Famiglia.

Sono molti i padri che non sanno trovare un equilibrio nel rapporto coi figli, spesso mediato dalle numerose incombenze quotidiane fatte di giusto lavoro, di mogli impegnate, di suocere ingerenti e di quella partitella coi gli amici utile per “staccare” per qualche ora la spina, credendo quindi di offrire ai figli una opportunità di condivisione quando gli si permette di partecipare ai “momenti del babbo”.

Educare un padre a stare coi propri bambini suggerisce invece di partecipare ai “momenti dei figli” che non sono fatti solo di quel che un babbo condivide coi suoi figli ma di ciò che i figli condividono col padre.

L’esperienza emotiva più importante nel rapporto padre-figli e figli-padre è proprio questa, ovvero la capacità di un padre di condividere l’esperienza dei figli e non solo di esserne l’esempio e la guida.

Quando Matilde, Fabio Massimo e la più piccola Edda tornano a casa dopo essere usciti con mio marito, insieme o uno alla volta, quel mi raccontano non è solo ciò che hanno imparato dal Padre ma quello che hanno saputo esprimere fra loro e con lui, ove lui, il Padre, è sempre attento a quel che i figli sanno serenamente fare e mostrare e non a ciò che “debbono” imparare da lui per poi (di)-mostrare di saperlo fare.

I padri hanno un ruolo meraviglioso che in molti non hanno ancora compreso, quello della autorità emotiva che si esprime con l’unico grande esempio del quale tutti i figli necessitano e solo dal quale sapranno compattare le esperienze e crescere, esempio che gli dice sempre ed in ogni momento “Papà è con voi” sempre ed in ogni momento.

Con voi anche quando è lontano per lavoro, con voi anche quando le cose vanno male, con voi anche quando siete ostili o fastidiosi o terribilmente ingestibili.

Quel “con voi” così espresso è parte di una autorità emotiva che costruisce il rapporto fra il padre ed i figli, autorità non gerarchica e non impositiva, l’esempio di un genitore che non diventa bambino quando gioca coi figli ma condivide la loro infanzia…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014
dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista

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