Mamma, che cosa è la povertà?

Ieri pomeriggio mia figlia Matilde, che ha sette anni, mi ha fatto una domanda che ha trovato una risposta meno pronta del solito e vedendola rabbuiata, per quanto non uso rispondere ad una domanda con un’altra domanda, le ho chiesto il perchè del suo quesito “Mamma che cosa è la povertà?”.

Quando mi ha spiegato il suo stato d’animo ho cercato di farle capire la differenza fra le tante povertà, da quella materiale a quella morale, da quelle relazionale a quella emotiva, fino alla peggiore delle povertà, quella della indifferenza.

Matilde è cresciuta serenamente con la percezione che il superfluo non è la necessità e che siamo una Famiglia umile ma dignitosa, “ricchi dentro” usiamo dirle come battuta per far capire ai nostri figli i valori delle emozioni, del rispetto di noi e degli altri ma soprattutto l’opportunità che hanno di non farsi trasportare nel flusso della strumentalizzazione dei problemi altrui per camuffare i propri, il flusso della vigliaccheria emotiva.

Matilde è cresciuta ieri, ha “compattato” le varie esperienze, ha compreso il valore del rapporto che ha coi suoi genitori rispetto alla materialità degli oggetti, dai giochi al resto.

Questo mi rinforza nel restare distante da quelle convenzioni sociali sul significato della povertà, non lontana, perchè facciamo parte di questo tipo di società ma a quella debita distanza che mi consente di riconoscere le esigenze reali dei miei figli, ad iniziare dal rapporto con noi genitori.

Rapporto che ieri, nel parlare con Matilde, le ha permesso di capire l’enorme valore della povertà e la ricchezza che possiede dentro.

Matilde ha detto una frase bellissima nei confronti di chi ogni tanto al parco ci chiede da mangiare, luogo ove passano decine di migranti che cercano di andare in Francia e finiscono col bivaccare al parchetto di Latte.

Ha detto che “sono persone che hanno solo fame, non povere”…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014

dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista


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