una mano lava l’altra con la mano della Mamma…

La igiene nei bambini non è un autolavaggio a gettoni ma un investimento in termini di salute e di benessere generale, richiede quindi dedizione, educazione ed esempio del tempo necessario per lavarsi, invece considerata da parte dei bambini una azione da fare veloce.

Ho conosciuto dei genitori che ai propri figli lavano anche il respiro da quanto sono ansiosi per timore di prendersi la peggiore delle malattie, quella chiamata vita, come ho conosciuto altri genitori che non si accorgono che il nero delle unghie dei figli non è un giocare all’estetista con lo smalto e che il rigo nero nella pancia non è un tribale temporaneo ma un bel filo di sudicio.

I bambini sperimentano e toccano, scavano, raccolgono e spesso manipolano residui di ogni tipo, senza che i genitori gli urlino dietro “non toccare è cacca” anche se effettivamente è tale, per cui sarebbe più corretto il semplice dire “non toccare la cacca” per il resto sperimenta quanto vuoi, che dopo ci laviamo per bene.

I figli piccoli non sono quindi autopulenti e raramente splendono oltre la loro purezza e bellezza ma le caccole che sovente vedo parcheggiate nei pressi del naso dei bambini, oppure i solchi del moccio che somigliano a rughe di esperienze nel viso come allo stesso modo quelle unghie nere, rappresentano l’incuria e la trascuratezza da parte dei genitori, anche quelli più civilizzati e non solo chi abita nei cosiddetti “campi rom”.

I denti, le mani, la igiene intima sono i tre pilastri della pulizia su cui non perdere tempo, quel tempo necessario per prevenire malattie di ogni tipo e soprattutto la peggiore delle malattie, la pigrizia e la scarsa valorizzazione della propria persona, anche perchè è brutto vedere un bambino con le scarpe da 200 euro e con le unghie nere.

Cari genitori, investite cinque buoni minuti per pulire le mani dei figli e per dare l’esempio che lavarle non basta, perchè occorrono i minuti necessari per pulire le mani avanti e dietro, le dita una per una, le unghie ed i polsi.

Trasformare il pulirsi in un gioco da fare con mamma o con babbo è una opportunità per non ritrovarsi i figli sia “sporchi” per la trascuratezza che “troppo puliti” per l’iper cura.

L’equilibrio è perciò il “solito” riferimento al quale indirizzo tutti i genitori, da trovare nelle normali pratiche quotidiane, fra le quali donare la giusta attenzione ai figli, senza credere che i bambini che giocano con la cacca dei gatti siano più liberi.

Ho conosciuto dei bambini lavati a ciaffoni, forzati verso l’uso dell’acqua e del sapone ma che non hanno mai imparato a pulirsi, per questo è importante educare i bambini alla propria igiene, con l’esempio…

Blog_Famiglia_Piselli_Sara_2014
dott.ssa Sara Moi Piselli, pedagogista

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