il caro prezzo dell’orizzonte…

Educare i figli ad osservare l’orizzonte rappresenta la loro opportunità di saper guardare lontano, con la piena consapevolezza che oltre quella linea ne inizia un’altra in quel susseguirsi di orizzonti che ci offrono la scelta di restare a guardarli oppure superarli col coraggio del distacco, della scoperta, del gettare le speranze oltre la barriera dei confini.

Una situazione di malessere ha sempre una soluzione da cercare in noi stessi, nelle nostre risorse che ci consentono di riconoscere le opportunità di migliorarla ma questo sarà possibile solo se manteniamo lo sguardo aperto e la fronte alta, anche se siamo piegati dalla stanchezza che spinge alla rassegnazione.

Nessun posto è libero se non ci liberiamo dai posti, quelli nei quali il male-stare coltiva un benessere difensivo utile a camuffare una infelicità di fondo che potrà essere solo compensata col riempire le giornate, per poi accorgerci che il tempo passa e nel tempo che passa abbiamo solo svuotato una vita.

Ascolto mio marito spiegare ai nostri figli i punti cardinali, i nomi dei venti ed il significato di quella linea lontana dove il mare si perde, mentre risponde alle loro domande formate da una immensa serie di costruzioni immaginifiche di quel che c’è alla fine del mare.

Educare i figli ad osservare l’orizzonte significa staccarli dal timore delle incertezze, paura per cui si cementa una vita alla minima conferma di un apparente benessere col rischio di restarne prigionieri.

L’orizzonte richiede il coraggio delle emozioni e la capacità di saper nuotare ed affrontare il mare, i venti e le tempeste; coraggio che richiede la volontà di imparare, acquisire, conoscere e riconoscere le risorse interne ed esterne per superare il primo scoglio ed iniziare così il viaggio nella vita oltre i confini conosciuti.

Educare i bambini a non fermarsi agli agi del non sapere, rappresenta per noi genitori quel ponte di comando dal quale osservarne la navigazione senza timore degli uragani che potranno incontrare, perchè questa è la vita di chi la vive, prepararsi al vento forte per poi riconoscere le baie sicure, quelle meno affollate dalla massa che il mare lo sfrutta.

L’orizzonte ha quel prezzo alto da pagare chiamato distacco, distacco dai figli e dalla Famiglia, quello che considero la missione primaria di noi genitori, accompagnare i nostri figli verso la loro autonomia, la loro vita adulta.

Adoro restare in disparte mentre i miei figli interrompono i propri giochi per fermarsi ad osservare l’orizzonte, da soli, dopo aver capito il nome dei venti nel cercare di riconoscerne la provenienza.

Papà oggi mi sono fatto amico il libeccio, dice mio figlio maschio a mio marito, che silentemente sorride, piangendo di gioia…

Sara


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