i bambini della pioggia, quando giocare col cielo diventa scuola…

Con questo odierno articolo di un Blog che riceve ogni giorno una gratificazione in termini di lettori e di c.d. followers, che ringrazio insieme a tutta la Famiglia Piselli, voglio parlare di quanto sia bella la vita, con tutte le emozioni che ci regala se solo siamo capaci di riconoscerle ed esprimerle.

La prima volta che ho visto mio marito fermare il camperino col quale stavamo esplorando la Corsica è stata oltre otto anni fa durante un bel temporale nei pressi di Calvi, scese e si mise a giocare come un bambino sotto il diluvio per poi tornare a bordo e puzzare come un cane bagnato.

Vedere i miei figli fare spontaneamente la stessa cosa mi preoccupa in qualche modo, perchè non riesco a contenere la gioia di vedere la mia Famiglia felice con qualche goccia di pioggia ridere e scherzare sotto l’acqua, insieme e uniti come abbiamo tanto lottato per essere tali.

Fabio Massimo, il figlio maschio, ha meravigliosamente aperto l’ombrello solo alla fine della pioggia per iniziare a chiedere a mio marito “come funziona il cielo”.

Si è aperta quindi la scuola, col parlare di nuvole venti e bradisfera, vista corta e vista lunga fino al fermarsi e riconoscere le forme delle nuvole, disegnando cavalli, cocomeri ed improbabili Ciao Piaggio del 77.

Fra poco finisce la scuola e stiamo valutando cosa fare…

Sara


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