la Famiglia Piselli ed il valore del frigo vuoto…

Scrivo a voi, seduti sulla poltrona del potere, di quel potere che sembra decidere il giusto e lo sbagliato, i buoni ed i cattivi, nascosti dietro un alibi istituzionale che se vi rende uomini nello Stato non vi trasforma necessariamente in uomini dello Stato.

Scrivo a voi, cittadini italiani, sempre pronti a tifare e giudicare le persone e le situazioni che nemmeno comprendete, se non nella misura della vostra conoscenza alla quale costringete le persone e le situazioni, invece talvolta molto più grandi di voi.

Scrivo a voi, genitori come noi, preoccupati del futuro dei figli e protesi ad ogni sacrificio per assicurare il miglior presente per la famiglia.

Sono Sara Moi Piselli, per alcuni la dottoressa per altri la semplice moglie di Fabio Piselli, 50 anni, quello strano uomo dello Stato che da anni non è più nello Stato ma che non ha mai perduto il senso dello Stato, Stato formato dalla collettività e non dalla politica pro tempore.

Sono Sara, la madre di Matilde di 7 anni, di Fabio Massimo di 6 e di Edda Piselli di 2 anni, tre meravigliosi bambini figli dell’immenso Amore che lega la nostra Famiglia nel rispetto di noi e degli altri da noi.

Sara, 41 anni, incensurata, non fumo, non mi drogo, non bevo alcolici e con una struttura di pensiero normodotata.

Scrivo per dirvi che abbiamo lottato con tutte le nostre risorse contro un gigante che ha invaso la nostra vita, che ingerisce in essa e che per abbatterlo le nostre risorse non bastano, specialmente quando ha il potere di produrre e veicolare delle informazioni tossiche, specialmente quando ha il potere di inquinare le indagini e di denigrare la storia di un uomo, di condizionare il suo presente, tanto da non renderlo mai futuro.

Vi scrivo da una vita umile, fatta di rinunce e sacrifici, di rispetto e dignità ma soprattutto fatta di esempio, di quell’esempio che doniamo ai nostri figli tramite un frigo vuoto, riempito giorno per giorno, ogni giorno per il giorno dopo.

Vi scrivo da donna, moglie, madre e cittadina stanca, stanca di subire le vessazioni, le ingerenze, le prepotenze di chi delle istituzioni si fa scudo per porre in essere quanto abbiamo già più volte denunciato, sia agli organi giudiziari che politici.

Vi scrivo da pedagogista laureata che non accetta più di essere descritta come una donna “fragile” o condizionata dal profondo sentimento di amore che mi lega a mio marito, troppo facile darmi della “poverina” nelle mani di un uomo intelligente.

Sono intelligente anche io, preparata, autonoma e sempre più tale nella forza del confronto quotidiano coi fatti di mio marito e con la realtà della vita della nostra Famiglia, che chi scrive in modo illegale le informative riservate o i rapporti giudiziari non conosce.

Sono stanca di subire il mio Stato, rappresentato da chi ne abusa gli uffici per tutelare degli interessi che con la Nazione e con la collettività non hanno nulla in comune.

Sono stanca di fermare mio marito, impedendogli di difenderci come vorrebbe e come sarebbe in grado di fare, quando qualcuno mi ha puntato la sua apparente arma in faccia, quando qualcuno ha sfondato la porta di casa, quando qualcuno ha avvelenato il cane, quando qualcuno ha violato la stanza dei nostri figli gettando tutto all’aria, quando qualcuno ci lascia i piccioni decapitati sulla soglia di casa e tutto quello che negli anni abbiamo denunciato.

Sono cosciente che la legge è un fatto tecnico e non emotivo, che la politica segue i maggiori interessi e non quelli della Famiglia di un uomo chiaccherato, ora descritto come “malato mentale” ora come “depistatore” ora come un sicuro e fidato collaboratore dello Stato, in base a chi è il compilatore del momento.

Le nostre denunce sono solo una tecnica espressione della volontà di tutelare i nostri interessi e non certo una speranza di vedere una seria indagine svilupparsi dentro quegli stessi uffici dai quali escono le informazioni che denunciamo, tossiche, gestite in modo utile a “difendere il proprio ufficio” ed anche quando questo è chiaramente dimostrato occorrono cinque o dieci anni, durante i quali giungono le false accuse che hanno il sapore dell’intimidazione, del ricatto, della minaccia.

False accuse contro mio marito Fabio Piselli, oltre dieci in tanti anni, tutte dimostrate tali, false, tutte originate da uno stesso ambiente di Stato, tutte utili ad inchiodare la sua e la nostra vita ad un sequestro che durerà anni, ad un fallimento che dura da quasi venti anni, ad una totale perdita di ogni requisito per qualsivoglia apertura di credito ed ecco perchè dico che la nostra povertà ce la paghiamo in contanti.

Povertà che non è miseria, al contrario, il nostro frigo vuoto è quella scelta di valore per essere e restare liberi, onesti ed esempio di libertà ed onestà per i nostri figli.

Se accetto di impedire a mio marito di andare a prendere coloro che agiscono questi fatti, il peggiore dei quali la violazione della stanza dei nostri figli, è solo perchè conosco “la potenza di fuoco” di Fabio e non certo perchè è un ex parà, non è questa la sua forza, bensì perchè un Padre ed un Marito che tutela la sua Famiglia ben cosciente che per farlo contro quella gente, occorre agire una potente azione di forza.

Non basta infatti denunciarli, come avvenuto più volte, perchè un giorno si perde un documento, il giorno dopo si cambia una data per un’altra, un giorno ancora una vocale mutata o una anagrafica errata consentirà di rallentare un procedimento penale le cui indagini sono basate sui soli meri atti minimi ed anche quando siamo giunti alla condanna definitiva di un operatore dello Stato, non basta.

Non basta leggere tutte le carte note, come ho fatto io per anni, per scoprire che proprio quelle carte sono l’elemento di prova di quanto andiamo dicendo da tempo senza gridare o imporre nessuna nostra esigenza, a bassa voce ma in modo costante, incessante, perchè nemmeno il dolore e la sofferenza di un frigo vuoto, ci ferma.

Ho visto mio marito, Fabio Piselli, accettare anche la più misera paga per darci da mangiare, accettare anche la mansione più umile per permettere ai nostri figli di iniziare la scuola serenamente e di frequentarla con profitto qui, nel paese di Latte, a due passi dalla Francia, dove viviamo col sorriso e donando quel che siamo, non quel che vorremmo sembrare, ove parliamo coi fatti di chi siamo ma ci scontriamo ancora una volta con le ingerenze, quelle che lasciano i piccioni decapitati agli occhi dei nostri figli.

Io stessa oltre che fare la pedagogista ho svolto ogni lavoro utile a contribuire al sostentamento della Famiglia, come tante altre donne, madri, mogli che vivono umilmente e fiere di far parte di una Famiglia comunque unita, felice, serena.

Sono anni che chiediamo allo Stato di interrompere gli agiti di chi nello Stato si nasconde, trovando quel muro di sterco che scuda coloro che temono l’esempio donato da mio marito e, non, i contenuti di una sua eventuale testimonianza.

Fabio Piselli è un esempio di coerenza, di assunzione di responsabilità di fronte alla legge ed alla collettività perchè non ha mai accettato di esporsi se non col suo nome, cognome e viso aperto, come dovrebbe fare qualsiasi cittadino, senza diventare “teste omega o teste alfa” ma sempre e solo quel Fabio Piselli, che non ha mai riportato una condanna per falsa testimonianza, per diffamazione o calunnia oppure per false dichiarazioni ad un pubblico ministero, mai in nessun caso che lo ha visto coinvolto come militare di carriera, come testimone civile o come consulente ausiliario di Polizia Giudiziaria.

Mio marito è un esempio per tutti gli altri suoi ex colleghi che vorrebbero produrre una loro memoria per quei fatti datati anni ottanta, quando mio marito era allora un militare di carriera diciassettenne e quei fatti dei primi anni novanta già più maturo per i quali, ancora oggi, la Giustizia procede ed inciampa da anni su se stessa, senza capire che è zoppa perchè inquinata dall’interno quando le indagini mirano a dei fatti di Stato.

Ex colleghi che non vorranno certo fare la sua fine, isolato, denigrato, povero e ricco solo della sua Famiglia e delle competenze polivalenti che gli permettono di affrontare più mansioni o incarichi anche in più lingue.

Certo, lavori saltuari o incarichi stagionali, talvolta umilianti e sottopagati ma come tali emblema di un uomo che combatte, che non molla mai, nemmeno oggi che si trova di fronte alla lotteria dei diffusi linfonodi, certi come siamo che non porteranno ad un tumore ma si ridurranno pian piano, perchè pensiamo positivo e lottiamo con il carattere, l’Amore, la serena capacità di equilibrio di fronte ai dati di fatto, in un senso o nell’altro.

E’ vero, siamo poveri, viviamo in un monolocale sulla fiducia, paghiamo il vecchio affitto a rate mensili perchè non siamo riusciti a coprirlo nei tempi giusti, anche se era a nero e potremmo approfittarcene non pagando ma non lo facciamo, come paghiamo questo attuale sempre a nero ma con la fortuna che ci permettono di avere più tempo per farlo, proprio perchè siamo persone serie, ove la povertà non incide sui valori o sul rispetto offerto e ricevuto e la scelta di affittare a nero è personale, mentre per noi è comunque una se non la sola opportunità di un alloggio stagionale.

E’ vero, non abbiamo garanzie per un contratto regolare, per questo siamo fortunati se incontriamo chi ci permette di affittare un monolocale dignitoso e non un ex rimessa agricola spacciata per appartamento come avvenuto in passato, oppure un paio di stanze a 900 euro al mese come in altri casi.

Per questo abbiamo scelto di essere “una Famiglia nello zaino” viaggiando e vivendo in alloggi temporanei nelle varie località italiane ed estere in cui abbiamo vissuto, fino alla scelta di rispettare il diritto ed il dovere di scolarizzare i nostri figli, anche se avremmo potuto scegliere una forma di educazione parentale per le quale abbiamo tutte le competenze.

Non abbiamo mai chiesto nessun sostegno allo Stato, perchè siamo coscienti che ci sono delle famiglie che hanno delle difficoltà maggiori delle nostre e meno risorse di quelle di cui possiamo disporre, per questo non abbiamo mai agito nessuna istanza di sostegno sociale e similare, perchè confidiamo in noi stessi, serena anche di vedere mio marito farsi dei chilometri a piedi per andare a lavorare nei campi.

Povertà che non è miseria, per cui coloro che in modo intimidatorio ci invitano a riflettere sul rischio di perdere i figli, sappiano che è una minaccia che non attecchisce, perchè sia io che mio marito abbiamo fatto qualche relazione forense in materia di tutela dei minori in passato, come consulenti di parte nei procedimenti giudiziari e ben sappiamo quali sono i requisiti negativi per perdere i figli.

Sappia, quindi, chi ci induce a temere che perderemo i nostri figli perchè siamo in una condizione di povertà, che non è affatto così e che combatteremo con tutte le nostre forze perchè questo non avvenga, ove chi agirà una qualche attività in tal senso saranno gli stessi che hanno ingerito nella nostra vita fino ad ora, dopo aver tentanto di accusare mio marito di tutto, inutilmente, come infondate sono risultate le ultime accuse di aver violato un segreto di ufficio e di aver condotto delle intercettazioni illegali, dopo oltre cinque anni purtroppo ed ancora, nonostante le istanze, non si riesce ad identificare i responsabili di chi le ha gestite quelle false accuse, a tavolino, in orario di ufficio.

E’ vero, il nostro frigo è vuoto, ospita solo quel pane quotidiano di cui andiamo tanto fieri, perchè ogni volta che nutriamo i nostri figli senza fargli mancare il rispetto delle loro esclusive esigenze interne ed esterne, ci guardiamo negli occhi, io e mio marito, riconoscendoci come persone, come Famiglia e come cittadini di uno Stato inquinato e ancora pregno di quella tossicità nei suoi gangli che mi auguro possa essere bonificata prima o poi.

E’ vero, sono stanca ma non depressa o sconfitta, solo quella stanchezza che ogni essere umano intelligente non nega a se stessa, fatta di sacrifici enormi per ottenere il minimo ma soprattutto fatta dalla burocrazia che ci sconfigge anche solo per riuscire a fare un isee, invece reso difficile da una serie di eventi che abbiamo già denunciato.

Sono stanca di dover combattere contro una burocrazia ordinaria e giudiziaria che richiede anni che non possiamo più offrire, perchè i miei figli erano appena nati quando abbiamo iniziato a fare delle istanze ed adesso frequentano la scuola elementare e mai abbiamo ricevuto una risposta a quelle istanze.

Non siamo depressi o sconfitti, stanchi, solo tanto stanchi di vivere in una paese ad alta mentalità mafiosa anche dentro le amministrazioni dello Stato, quando l’omertà degli operatori di sicurezza e di polizia li costringe a difendere il loro ufficio e, non, la verità storica dei fatti.

Stanchi ma protesi a lottare per i nostri diritti di cittadini e di Famiglia che intende restare in Italia fino a quando Giustizia sarà fatta, poi eventualmente espatriare, non adesso anche se potrebbe essere una opportunità.

Ai miei figli dono l’esempio della correttezza e della lealtà, fra di noi, fra di loro e fra la collettività che forma questo Stato, non un esempio di opportunismo o di ipocrisia.

Questo è il valore di un frigo vuoto e lo grido a bassa voce, a voi del potere di Stato. a voi che giudicate come siamo vestiti o le scarpe dei nostri figli, a voi che sbeffeggiate un sentito dire senza l’intelligenza di elaborarne i contenuti o di confrontarvi con la fonte originale della notizia ed eventualmente con noi.

Siamo giunti al limite della sopravvivenza e siamo felici per questo, perchè possiamo sopravvivere, giorno per giorno, umilmente ed onestamente.

Continuiamo a lottare e lo faremo nei modi civili e democratici, con la cultura e l’intelligenza emotiva e civica, degna di persone che vivono in una comunità, quella che forma lo Stato…

Sara


torna alla home page

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: