Mamma, Babbo è morto e risorto, ovvero come spiegare ai figli il malore in diretta del Padre…

Che esperienza, protranno raccontare i miei figli ai loro nipoti quando saranno nonni, perchè oggi mio marito ci ha fatto un brutto scherzo, di quelli che ti accorgi che ha un malore per gli occhi che se ne vanno, la bocca da un lato,  rigido e sudante, colori alternati fra il morto e la vendemmia, poi il tonfo associato ai gorgoglii simili a chi affoga e la perdita di coscienza che non si riesce a recuperare e, credetemi, gli ho strizzato anche i testicoli senza esito, fino a quando “è tornato”.

Questo Blog mi consente così di elaborare questa brutta esperienza ora che tutti dormono, ringrazio adesso mio marito per tutti gli anni durante i quali ci ha quotidianamente dedicato la possibilità di saper affrontare una simile esperienza, che abbiamo effettivamente vissuto agendo in modo automatico quelle manovre imparate e ripetute tutti i giorni, proprio per essere pronti ad ogni varia ed eventuale situazione di emergenza.

Ho visto oggi i miei figli, che hanno pienamente vissuto il malore del padre, insieme agli altri bambini presenti, muoversi all’unisono, prendersi cura di Edda, fornirmi il telefono per chiamare i soccorsi e mantenere la calma anche se terrorizzati dal vedere loro Padre in quello stato, fino a quando ha ripreso i sensi per rifiutare il ricovero.

Non sono morto, andiamo a casa, fine della storia. Bambini che giocano come ogni altro giorno, nessuna drammatizzazione particolare, Fabio col cuore veloce, la pressione alta e la bocca che sembra tornare normale, comunque attenti e pronti a correre in ospedale se stanotte dovesse servire, perchè per quanto “guappo” mio marito non è scemo e ben conosce quel che gli è accaduto ma è altresì consapevole che l’ambulanza e tutto il resto avrebbe fatto più danno ai figli che bene a lui.

Li osservo tutti insieme in questo monolocale al confine con la Francia e riconosco la mia paura, non tanto di rimanere sola o che mio marito possa morire, siamo umani e capita a tutti, temo invece che i miei figli non siano ancora pronti alla dipartita del loro Padre.

Poi ripenso a quando Fabio Massimo, il figlio maschio, mi ha raggiunto dopo che mio marito aveva ripreso i sensi anche se non ricorda ancora nulla di quanto è accaduto, figlio maschio che mi ha preso il viso con le sue mani, mi ha guardato negli occhi ed ha detto sorridendo “Mamma, Babbo è morto e risorto, ma non è Gesù” scoppiando tutti in un misto fra risate e lacrime.

I miei figli domani scriveranno nel loro “libro delle esperienze” le emozioni di quanto hanno vissuto oggi nella misura in cui riusciranno ad esprimerle.

Un libro importante per noi genitori, che consiglio a tutti di far scrivere o disegnare o solo scarabocchiare ai propri figli, un semplice quaderno in realtà, che ogni tanto leggiamo per capire cosa provano, cosa hanno imparato a compattare e come sanno superare alcuni eventi della loro evoluzione.

Osservo mio marito, testa dura di un livornese che appena ha ripreso i sensi mi ha chiesto una pizza.

Ho viaggiato e visto la luce mi ha detto, ma non so mai se mi prende in giro per sdrammatizzare oppure se effettivamente ha vissuto qualcosa di reale, perchè stavolta l’ho visto in diretta cadere giù come un palo e andarsene per un pò.

Sono sicura che se domani leggo da qualche parte che un uomo fra la vita e la morte è stato salvato miracolosamente da Padre Pio vestito con la maglia di Vitulano (storico giocatore del Livorno), saprò che trattasi di mio marito, per cui non credete a questo miracolo e non intasate le strade per i pellegrinaggi di rito, è solo Fabio Piselli che per elaborare la paura utilizza quell’umorismo, talvolta feroce, che caratterizza ogni buon livornese, il quale dirà che sua moglie lo ha riportato in vita prendendolo per le palle…

Sara


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  1. Lasciare un muto “mi piace” come ho fatto tante volte, in quest’occasione mi sembra inopportuno. Leggo sempre i vostri articoli e, tutte le volte, imparo, mi confronto con le tante fragilità dell’essere donna, madre e compagna. Vi dico grazie e vi auguro tanta serenità…

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    1. grazie a Te per le tue parole che ci rinforzano…

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  2. Maria Cristina 27 Mag 2018 alle 00:33

    Grazie per aver condiviso questa intensa esperienza

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