riflessioni di una pedagogista sul fenomeno delle “sugar babies” le ragazzine che si prestano ai favori degli adulti…

Sono la madre di tre bambini di cui due femmine, osservo la società che mi circonda e noto una progressiva evidenza di una predisposizione culturale al commercio dei sentimenti, al baratto delle emozioni contro delle mere sensazioni fino alla coltivazione di numerose ragazzine impegnate a somigliare ad un mero oggetto appetibile per gli adulti.

Non parlo della naturale evoluzione di una adolescente in una giovane donna tramite le varie tappe relazionali emotive e sessuali, mi riferisco invece alla sessualizzazione delle emozioni con particolare attenzione alla qualità delle relazioni esterne e del rapporto interno che una ragazzina del liceo ha con se e con gli altri da se.

Non mi scandalizzo di fronte ai minishorts o a quell’abbigliamento tipico della manifestazione delle forme o della sfida al pudore, parte della meravigliosa adolescenza, come poco mi turba la sperimentazione sessuale delle adolescenti fra coetanei o con dei ragazzi poco più grandi, sono invece interessata al fenomeno delle cosiddette “sugar babies” ovvero quelle ragazzine che si fanno mantenere da un uomo molto più grande, col quale interagiscono sotto varie forme, dalla mera compagnia allo scambio di favori sessuali.

Sono numerosi gli adulti immaturi che preferiscono relazionarsi con le adolescenti, da un lato credendo di dissimulare le loro lacune generali e dall’altro agendo sul naturale bisogno di alcune di queste di una figura “paterna” spesso assente o debole nella famiglia di origine.

Adulti oltre i 50 anni che hanno raggiunto una apparente stabilità economica e che possono rappresentare per molte ragazzine non un abusante o un amante attempato ma una sorta di amico che regala doni importanti senza chiedere direttamente dei favori tipici degli scambi sessuali e della prostituzione, bensì la mera compagnia in alcuni momenti ed eventi, fra i quali anche essere il “tutor” delle esperienze sessuali che le adolescenti stanno sperimentando, spesso in questi casi caratterizzate da una deriva trasgressiva rispetto al più normale approccio verso il sesso.

Deriva fatta di giochi erotici condotti dal “tutor” adulto, che fanno sentire importante, unica o speciale la ragazzina di turno felice di esserne la protagonista e compensata dalle molte (materiali) attenzioni, dal denaro agli accessori di vario tipo.

I genitori di queste adolescenti non rilevano nessun segnale di disagio perchè la figlia non patisce un abuso fisico o psicologico, al contrario, non crea nessun problema perchè sembra soddisfatta e, importante ricordarlo, proprio il “tutor” adulto la forma in questo senso per non esporla a valutazioni di nessun tipo.

Tutor adulto che oggi si definisce come uno “sugar daddy” ovvero quella figura paterna protesa all’incesto virtuale con ragazzine diverse dalla propria figlia, se ne hanno una.

E’ un fenomeno noto negli USA che ormai ha preso forma anche nel nostro paese ma con una clandestinità maggiore, perchè le nostre adolescenti sono meno autonome delle americane in generale e sovente condizionate dalla tutela della moralità sociale e di una immagine diversa dalla “puttanella” che si veste come tale e frequenta “i vecchi”.

Le sugar babies italiane hanno fra i 15 ed i 17 anni, sanno bene cosa stanno facendo ed i vantaggi che ne conseguono, non vivono questo tipo di esperienza come una forma di prostituzione ma la considerano un momento di crescita per le loro “qualità superiori” tali da essere “scelte” da un adulto e non come le altre amichette che se la fanno con degli “immaturi”.

La naturale spinta adolescenziale verso la sperimentazione della sessualità rappresenta la soddisfazione di viverla come una “donna” perchè accompagnata in tal senso da “chi se ne intende”. Credendo così che esibendosi o masturbandosi virtualmente o fisicamente col proprio “sugar daddy” sia un momento di maggiore piacere rispetto che farsi toccare dal ragazzino immaturo, adolescenti oggi purtroppo più interessati al nuovo iphone che alla relazione emotiva con le amiche di scuola.

Sono numerosi i casi noti e moltissimi quelli ancora ignoti di una relazione fra una giovane e giovanissima adolescente con degli uomini over 50, rapporti quasi sempre meramente virtuali fatti di foto e video anche con una valenza sessuale e talvolta relazioni fisiche e sessuali a tutti gli effetti, specialmente laddove il coinvolgimento della ragazzine in quelle esperienze a tre con degli adulti, sia uomini che donne, rappresenta anche un valido strumento di ricatto perchè sono spesso riprese col telefonino.

Quel che colpisce non è quindi l’interesse dell’adulto verso la giovane ragazza nel suo pieno fiorire, energia pura sotto tutti i profili, evidenzio invece una scarsa capacità genitoriale nel riconoscere questo comportamento come un segnale degno di attenzione, spesso avallato proprio per le convenienze ad esso associate.

Di adulti che hanno provato a cooptare delle ragazzine ve ne sono sempre stati ma di ragazzine che cooptano degli adulti meno, se non in quei casi tipici di un disagio psico relazionale  o di una naturale “gerontologia”.

Le sugar babies stanno facendo scuola, perchè si offrono al confronto con le coetanee non con vestiti ordinari o accessori mediocri ma con un abbigliamento più ricercato, con accessori importanti, con una disponibilità di denaro maggiore e con quella fiducia in se stesse ben diversa da chi invece, patisce un abuso sessuale da parte di un adulto.

Occorre quindi fare una inversione di ruolo quando si osserva una ragazzina di 16 anni mutare il proprio modo di essere e ritrovarcela piena di “fiducia in se stessa” pochi mesi dopo. Dopo aver aderito ai suggerimenti delle amiche nel frequentare gli amici del loro amico.

Tutto questo è diverso dal classico circuito della prostituzione minorile, siamo nel vivaio in tal senso ma non ha le caratteristiche psicologiche emotive e sociali della minorenne che si prostituisce.

Le sugar babies non hanno coscienza che stanno barattando la loro energia vitale ed anche sessuale con degli adulti che non rappresentano il meglio degli esempi educativi, non necessariamente malvagi, violenti o pericolosi al contrario sono spesso solo seduttivi e quasi sempre felici di farsi sottomettere da una giovanissima ragazzina, da soddisfare in tutto.

Questo è il grave problema, il senso di “tutto” che queste ragazzine assumono nella loro evoluzione, tutto che porta alla perdita dell’importanza del poco e del reale, tutto che spinge a camuffare la normale spinta alla masturbazione in uno spettacolo agli occhi di uno sugar daddy che compenserà la sua visione con tutti i vantaggi possibili.

Ragazzine che si identificano nella propria immagine fisica, con un bel corpo curato e attento, spesso evidenziato nelle forme e negli atteggiamenti, purtroppo non dissimili da quelle di molte madri, anche mie coetanee, che rincorrono quelle forme e quegli atteggiamenti con una trentina di anni di ritardo a causa di una frustrazione mal tollerata.

Le sugar babies non sono delle compagne di classe più furbe o che si meritano dei vantaggi maggiori perchè hanno una risorsa in più, sono delle deboli adolescenti che hanno venduto le proprie emozioni contro delle mere sensazioni di bene-stare, diverse dal benessere emotivo.

Non sono delle prostitute tout court, sono molto più simili a quelle donne più grandi che fanno del commercio dei sentimenti uno strumento di fuga dalla propria solitudine, spesso le madri di queste adolescenti la cui scuola è stata quella di osservare la totale assenza di un sentimento in famiglia, camuffato da un benessere in cui trovare tutte le certezze.

Di questo si nutrono quegli adulti che “mantengono” i vizi di queste ragazzine, di frustrazione trans-generazionale, con la differenza che mantenere una adolescente con queste mentalità significa avere una ragazzina incapace di tollerare la pur minima frustrazione, fosse anche un chilo in più o la scelta dello sugar daddy di cambiare giocattolo appena sarà più grande.

Per le più intelligenti tutto questo, una volta cresciute, sarà stata una esperienza adolescenziale proficua, per altre sarà un semplice transitare nella prostituzione emotiva o reale, per alcune sarà un serio trauma da compensare con la costate ricerca di un apprezzamento, vittime di una labilità affettiva e relazionale tale da essere il giocattolo di molti uomini e niente altro…

Sara


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Una risposta a "riflessioni di una pedagogista sul fenomeno delle “sugar babies” le ragazzine che si prestano ai favori degli adulti…"

  1. Tasto molto dolente.
    Ho letto da qualche parte tempo fà che gli incesti conzezienti fra le parti è in crescità mettendo in evidenza il rapporto madre figlio/a
    Condivido una tua preoccupazione di queste “”Le sugar babies””

    Piace a 1 persona

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