coltivatori di futuro ed intelligenza a cottimo…

Oggi sono stata in un paesino di collina non molto distante da Latte, da dove dobbiamo lasciare il monolocale nei prossimi giorni, motivo per cui ho iniziato a vedere delle altre opportunità sul territorio ove radicarci a lungo termine dopo tanto viaggiare.

Parlando con alcune persone che hanno immediatamente notato la presenza del nostro nutrito nucleo familiare, in una comunità di pochissime famiglie di quel borgo, mi hanno chiesto che lavoro facessi ed ho risposto che sono una pedagogista, trovando da un lato il buio per la totale non conoscenza di questa figura professionale, che esiste da oltre duemila anni, e dall’altro la serenità di chiedermi di spiegare chi è una pedagogista.

Ho cercato di farlo nel modo più semplice ed alla fine sono giunta alla descrizione che siamo una Famiglia di educatori pedagogisti, coltivatori di futuro perchè cresciamo l’infanzia nostra e degli altri, aggiungendo che siamo dei cottimisti dell’intelligenza, perchè quando mi pagano lo fanno per la raccolta dei confronti e delle consulenze che riesco a seminare, un tanto al chilo.

Fortunatamente la pedagogia offre l’opportunità di essere polivalenti ed abbiamo trovato dei punti di interesse che, magari, potremmo coltivare se riusciremo a fare un contratto 4+4 tale da consentirci di prendere la residenza e radicarci sul territorio a lungo termine.

Coltivare futuro non significa solo fare dei figli e crescerli, rappresenta anche la responsabilità di educare degli altri bambini ed i loro genitori, di fornire le giuste risorse per educare e formare il futuro stesso al ritorno del rispetto di se stessi e degli altri da se, alla costruzione di una società del bene-stare e non solo del benessere.

Il nostro è quel paese nel quale i progetti educativi sono sviluppati in gran massa per fare vetrina didattica o per ottenere finanziamenti, per poi scemare nella loro reale concretizzazione in favore dei bambini che più ne hanno bisogno e della collettività in generale.

Preferisco per questo, insieme a mio marito, essere degli educatori pedagogisti fuori griglia, distanti dalla progettazione che quasi sempre è collegata alle cordate associazionistiche o politiche, preferendo organizzare dei piccolissimi progetti sociali sul territorio dei quali ci prendiamo la totale responsabilità ma anche il controllo senza ingerenze di interessi diversi dal solo scopo del progetto.

Questa casa ha anche un piccolo orto in cui coltivare gli ortaggi e le verdure, speriamo quindi di riuscire a mettere le radici necessarie per offrire una stabilità alla nostra Famiglia, dopo aver trascorso otto difficili e meravigliosi anni in viaggio come “una Famiglia nello zaino”.

Se tutto andrà bene finiremo col vivere in frazione Carletti, piccolissimo borgo al confine con la Francia, pochi chilometri dal mare e pochi metri da un fiumiciattolo che costeggia l’orto, in cui, naturalmente, piantare Piselli…

Sara


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  1. Bellissimo articolo! Dice davvero tanto. In bocca al lupo!!! 🦋🦋

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  2. Vi auguro di trovare un po’ di serenità e stabilità!

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