riflessioni di una pedagogista sulla presenza degli ex combattenti fra i migranti giunti in Italia…

In questi giorni chi vive a Latte ha potuto evidenziare il nuovo flusso di migranti che percorrono la strada verso la Francia, da dove tornano indietro perchè respinti al confine.

Osservo quindi dei piccoli gruppi di persone chiaramente migranti perchè neri o nord africani ma soprattutto perchè manifestano nella loro espressione la delusione dell’essere stati respinti dai francesi e la difficoltà di tornare a piedi verso Ventimiglia o nelle campagne per raggiungere il confine di Olivetta e sperare di superarlo clandestinamente, ignari che anche in “montagna” i controlli sono serrati.

Ieri pomeriggio sono stato insieme a mio marito ed ai nostri figli a Carletti, piccola frazione che abbiamo raggiunto a piedi, qualche chilometro verso le colline in cui abbiamo incontrato dei gruppetti di migranti, fra i quali quelli che hanno rotto un vetro ad una macchina per rubare una borsa, rincorsi da alcune persone, trovando rifugio negli orti e nelle fratte.

Fabio, il mio buon marito, ha un occhio clinico verso alcune dinamiche che gli riportano alla mente i suoi trascorsi africani che lo hanno spinto ad ipotizzare che molti di questi migranti abbiano ricevuto un inquadramento militare e che tra loro vi possano essere degli ex combattenti fra le tante varie fazioni degli eserciti regolari o dei numerosi fronti rivoluzionari che hanno caratterizzato le guerre piccole e più grandi, motivo della migrazione e della richiesta di asilo.

Nella via del ritorno verso casa abbiamo quindi parlato di queste sue “sensazioni” anche osservando in modo forse poco garbato i vari gruppi di ragazzi di colore che scendevano con noi, coi loro zaini e piumini donati da qualche cittadino o dalla Caritas; il passo, la postura, lo sguardo, il coordinamento e tanti altri piccoli particolari che Fabio mi ha indicato hanno stimolato la mia curiosità, in particolare verso il significato che “un ex combattente” può rappresentare in termini di sicurezza.

Uno Stato che accoglie un profugo come avviene nel nostro paese si basa sulla dichiarazione di identità e di nazionalità da parte di un sedicente che raggiunge le nostre coste tramite i canali della clandestinità organizzata come quella che parte dalla Libia, non ha dei reali strumenti o documenti di riscontro rispetto alla effettiva anagrafica del soggetto migrante, per cui questi riceve un modulo che gli consente di essere immesso nel circuito dell’accoglienza dal quale potrà serenamente allontanarsi per tentare con mezzi propri lo sconfinamento verso la Francia.

Osservo quindi questi giovani africani con una struttura fisica potente oppure più gracile e caratteristica degli etiopi, del sud Sudan o dei somali, tutti comunque in grado di auto gestire le proprie scelte e la propria sopravvivenza, alcuni dei quali nei modi d’ambiente, coi piccoli furti o favorendo le proprie grazie a qualche moglie curiosa oppure agli uomini in cerca di safari anatomici come il signore che proprio a Latte usa da mesi raccogliere qualche ragazzo di colore per offrigli un letto caldo e qualche compenso.

Mi chiedo quindi se le nostre autorità di sicurezza sono o meno in grado di riconoscere chi ha combattuto e per quale esercito o fazione, chi ha lasciato il proprio paese perchè un civile coinvolto e travolto nel conflitto e chi invece ha solo gettato il suo fucile travestendosi da profugo, magari dopo aver partecipato ai massacri o alle battaglie che chi è stato in quei paesi ben ricorda.

Questa mattina mi sono alzata presto per andare a comprare un dolce per il compleanno di mio marito, appena fuori casa ho incrociato un “plotone” di questi ragazzi come già mi era capitato in passato ma questa volta ho avvertito una forte sensazione di pericolo, di paura.

Sembravano centrafricani, non oltre i venticinque anni, postura e sguardo deciso, abbigliamento “nostrano” ma tutti avevano uno sguardo molto duro, arrabbiato, forse per essere stati appena respinti dai francesi o magari per aver trascorso la notte all’addiaccio nel parchetto di Latte.

Il modo in cui mi hanno guardata, mirando alla borsa che avevo in mano, il modo in cui si sono scambiati gli sguardi mi hanno spaventato, fortunatamente da casa al supermercato ci sono poche decine di metri e tanta gente intorno, mi chiedo però il perchè di quella sensazione di timore, che raramente patisco.

Ho chiesto a mio marito se conosce i meccanismi di riscontro fra le varie polizie e l’intelligence per capire se fra i migranti vi siano degli ex combattenti o addirittura dei terroristi, mi ha risposto che l’unico riscontro è l’esperienza del singolo operatore che li osserva nel momento della sedicente identificazione e di una eventuale presa delle impronte per l’AFIS, salvo qualche specifica segnalazione delle varie intelligence o dell’Interpol ma, molto e purtroppo, passa serenamente come “sedicente” e prima che si possa anche solo meglio accertarne l’identità è già disperso sul territorio.

Chi ha spaccato quel vetro alla macchina e distrutto qualche orto sulla strada che da Villatella scende verso Latte poteva essere solo un disperato, un ex ladro che solo cambiato confine oppure gente che ha compreso di essere sostanzialmente lasciata a se stessa, come tale in ogni loro manifestazione.

Mi auguro che si possa giungere ad una serena gestione di questo fenomeno, anche in garanzia di chi profugo lo è davvero, rispetto a coloro che invece hanno solo trovato il modo di giungere in Europa e non a caso, perchè sembrano ben organizzati ed hanno ormai ricreato il metodo “africano” delle gerarchie sul territorio rispetto ai gruppi etnici, tanto da avere un riferimento costante di un “esperto” in loco, l’uomo sul posto direbbe mio marito.

Mi auguro soprattutto di non provare la stessa paura domani quando accompagnerò i miei figli verso i loro ultimi giorni di scuola, perchè già stasera alcuni gruppi di migranti si sono accampati nei dintorni e domani avranno fame o rabbia, rassegnazione o rancore, stimolo per riprovare a passare il confine o tornare verso Ventimiglia.

Comunque sia non dipenderà da una sana gestione del fenomeno, solo dall’umore e dalle emozioni del momento di questi giovani migranti e questo rappresenta la nostra sicurezza.

Aiuto ed ho aiutato tutti coloro che hanno avuto bisogno, anche andando contro le ordinanze comunali che vietavano di offrire da mangiare ai migranti, non ho nulla contro chi fugge da una guerra, desidero però sapere se chi ho di fronte fugge perchè è un civile coinvolto nei combattimenti oppure è un combattente nascosto fra i civili che fuggono…

Sara


torna alla home page

  1. non so se abbia senso o meno, paura che non si basa su pregiudizi di sorta ma sulla pratica esperienza della percezione del rischio…che sarebbe lo stesso di fronte ad uno scippatore italiano per cui lungi da me ogni classificazione di razza…il concetto che esprimo riferisce all’indice di rischio per la presenza di soggetti abituati alla morte e ad agire violenza rispetto a chi invece l’ha subita…sono atteggiamenti e comportamenti completamente diversi che si riconoscono proprio nel momento in cui chi ruba per fame sottrae una mela dal negozio è ben diverso da chi è capace di agire una violenza maggiore…le nostre autorità dovrebbero valutare questo indice nel momento in cui immettono sul territorio dei soggetti privi di ogni risorsa e vessati da respingimenti e lotte politiche delle quali poco comprendono, se non il freddo e la pioggia nel dormire nei prati e la fame…

    Mi piace

    Rispondi

  2. So bene che c’è anche questa tipologia di persone, ma averne paura non credo sia una cosa sensata.

    Mi piace

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: