i bambini che scrivono sul fiume…

Stamani ho atteso il ritorno dei miei figli da scuola, quest’anno siamo riusciti ad usufruire dello scuolabus perchè viviamo distanti dall’istituto e non sempre possiamo utilizzare il mezzo che di tanto in tanto ci prestano, ho scambiato così due parole con una anziana signora incuriosita nel vedere il nostro nutrito nucleo familiare.

Il vicinato cercava infatti di capire se mio marito fosse il nuovo carabiniere del paese, visto che qualcuno lo ha scambiato come tale ma non è una novità perchè in fondo è vero che “tiene la faccia da sbirro” come un simpatico napoletano ebbe a ripetergli qualche anno fa.

Ricordava, questa donna, l’averci visto recentemente nei pressi delle cascatelle non distanti dal paese, ove coi bambini mi sono divertita a gelarmi le gambe nel fiume mentre loro fra un tuffo e l’altro hanno desiderato scrivere nell’acqua le loro emozioni, evento che probabilmente ha raccolto l’attenzione di chi era intorno a noi in quella fresca domenica di fine agosto.

Presentarmi non è mai facile, perchè provo ancora l’imbarazzo fra il dire chi siamo ed il cercare di non dire chi non possiamo essere, mi limito quindi al cordiale benvenuto con l’invito ad approfondire i colloqui ai prossimi eventuali incontri.

Matilde, Fabio Massimo e la più piccola Edda che ormai ha compiuto i 3 anni sono cresciuti durante questo viaggiare estivo, iniziato al termine del primo anno scolastico al confine con la Francia nella scuola di Latte.

Ho visto infatti i miei figli compattare le loro emozioni, riuscire a conoscere e riconoscere il desiderio di star bene rispetto al rifugio del vittimismo, capaci quindi di esprimere serenamente quei sorrisi che li caratterizzano in ogni loro gioco.

Gioco, divertimento, scoperte, questo hanno fatto i bambini nei mesi estivi intorno alla Riviera del Conero mentre mio marito lavorava nelle vigne e negli uliveti oppure nel fare i massaggi nei centri sportivi; bambini che Fabio ha soprannominato “i villeggianti” perchè hanno potuto finalmente vivere una reale sensazione di vacanza, di tempo libero e di libertà di tempo, di serenità dopo un difficile anno.

Poco è cambiato sotto il profilo “giudiziario”, recentemente un famoso giornalista ha desiderato incontrare mio marito per un confronto sui temi della Falange Armata e degli eventi degli anni ottanta che hanno innescato quelle dinamiche che ancora oggi sviluppano i meccanismi dai quali tentiamo di “esfiltrarci” proprio per condurre una vita ordinaria in un paese di provincia in cui siamo ospiti, perchè non abbiamo la residenza.

Erano anni che non mettevo i piedi nell’acqua gelata di un fiume, la bellissima sensazione che ho provato mi ha permesso di scorgere le sagome dei miei figli mentre nudi come pesci hanno scelto di fare il bagno senza i costumi che pur indossavano fino a pochi secondi prima di gettarli via, con teatrale gesto, quasi a bandiera di una ottenuta vittoria contro il freddo.

Fabio Massimo era felice di aver imparato a scrivere il suo nome nel fare la pipì in acqua, Matilde è la più poetica e si era concentrata sul verde che circondava il bosco mentre Edda con tutta la sua energia cercava di catturare un granchietto, carichi di quella gioia di vivere una esperienza mai avuta prima, quella della sfida contro l’acqua fredda d’estate, ben diversa dal mare al quale erano abituati.

Le labbra viola ed il batter dei denti ci hanno ricordato di uscire e di iniziare a cercare il padre, il mio buon marito, immerso invece nel bosco in cerca di pensieri per meglio offrire un futuro ad una Famiglia di fronte alla scelta migliore in assenza di una migliore scelta.

Eccoci quindi giunti alla fine del settembre inseriti in un Filottrano che ci ha accolto con serenità, luogo in cui i bambini vivono la scuola in modo diverso rispetto all’anno scorso e dove stiamo cercando di sviluppare una attività professionale che non costringa mio marito alle trasferte che tuttora affronta per soddisfare la fonti di guadagno idonee per il nostro sostentamento.

Il fiume lo raggiungiamo spesso quando ne abbiamo la possibilità, ci dona serenità e permette ai bambini di vivere un momento tutto loro, individuale, anche se siamo tutti insieme. Come se il fiume stesso con la sua acqua gelida offrisse loro un’isola di riflessione e debbo dire che adoro osservare i miei figli scrivere nell’acqua con dei bastoncini anche se Fabio Massimo non manca di esercitarsi con la sua penna genitale e l’inchiostro dorato.

Matilde è contenta di incontrare delle persone che portano il nostro stesso cognome, evidentemente diffuso nella zona, questo ci rende anonimi abbastanza da non essere i soli “Piselli” nel territorio come spesso avvenuto in altre località.

Come sempre le coincidenze non mancano, Filottrano ha un legame diretto coi paracadutisti per degli avvenimenti riferiti alla seconda guerra mondiale ed è stato per questo che mio marito ha recentemente incontrato dei suoi ex colleghi durante una cerimonia commemorativa.

Fabio è tornato dall’incontro col giornalista felice di aver avuto la notizia che qualche magistrato antimafia abbia speso due parole positive sulla sua collaborazione e storia personale ed operativa, stimolato dal suggerimento ricevuto di scrivere un libro ma sempre coi piedi ben piantati per terra, saldo nel guadagnare il pane quotidiano coi lavori immediatamente solvibili per poi, con calma, fare un salto al fiume e scrivere nell’acqua insieme ai nostri figli…

Sara

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