le piccole realtà alimentari della Famiglia Piselli…

Quando mi chiedono che lavoro faccio, rispondo che sono una pedagogista che tenta di fare questo lavoro ma in realtà le fonti di guadagno provengono dalle collaborazioni che con mio marito allacciamo con le strutture ricettive quali agriturismo, ristoranti e laboratori di panificazione e pasticceria.

Collaborazioni sotto forma di giornate di lavoro a chiamata o tramite degli incarichi a breve e medio termine e stiamo riflettendo sul dare vita ad una nuova attività artigianale in proprio, atteso che alla fin dei conti proprio l’autonomia ci garantisce la continuità di lavoro anche se con tutte le difficoltà legate ad una scelta imprenditoriale.

La gastronomia, nella nostra visione, è strettamente vincolata al territorio in cui di volta in volta decidiamo di vivere, sposandone le tradizioni locali e la cultura contadina o marinara da cui imparare o arricchire le nostre conoscenze.

Fabio ha studiato anche come cuoco di comunità, ha così acquisito tutte le licenze e le autorizzazioni sanitarie evolvendosi nella panificazione e nella pasticceria mentre personalmente mi occupo della gestione generale di un locale o di una cucina oltre che dei nostri figli che ci accompagnano nelle emozioni di vivere ora al mare, ora in campagna, in collina o in montagna.

In questi giorni siamo in attesa di sapere gli esiti di un colloquio di lavoro dal quale potrebbe svilupparsi un impiego presso un laboratorio di pasticceria, in caso contrario riprenderemo la strada della Gastronomia Piselli, almeno non dovremmo dipendere dalle decisioni di nessuno diverso da noi.

Nel territorio della provincia di Ancona in cui ci troviamo, le tradizioni alimentari e la cultura gastronomica offre molte opportunità per sviluppare un piccolo negozio di prodotti locali, tipicità che contengono sia la storia che il gusto.

Da quando abbiamo scelto di essere una Famiglia mobile, dal 2010 in lento viaggio, abbiamo compreso che proprio la gastronomia viaggia con noi, offrendoci in ogni luogo nel mondo l’opportunità di vendere il gusto tradizionale italiano delle regioni e dei paesi, senza disdegnare ogni altra fonte di guadagno anche la più umile per far cassa e pagare le spese quotidiane.

Sono piacevolmente colpita dalla bellezza dei luoghi che ci circondando in una regione come le Marche, gusti e sapori legati alle tradizioni, che scopriamo col nostro lento viaggiare insieme alle tre ganasce selvagge come tali sono i nostri figli, veri sensori della bontà di un prodotto che ci consentono di selezionare i fornitori e le collaborazioni.

Con Fabio uso ripetere che se il nostro paese investisse nel turismo gastronomico, nell’arte e nella cultura delle tradizioni del territorio saremmo probabilmente l’unico paese al mondo in grado di accogliere il mondo stesso e, chissà, se un giorno la politica si accorge che siamo seduto su una banca tale da assicurare il benessere della collettività sia materiale che relazionale.

Il cibo è pace, di questo sono convinta e tramite la cucina di mio marito tentiamo di donare e trovare quella pace che non deve essere solo una tregua per il tempo della cena ma una scelta di vita…

Sara


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