del raccontare ai figli la “favola della valle del nulla”

Edda Piselli 3518Ho un marito che dopo tanti anni e tre figli riesce ancora a sorprendermi, specialmente quando si inventa di sana pianta una improbabile favola come quella di questa sera, che Fabio ha intitolato “la favola della valle del nulla” per addomesticare le tre belve che oggi sono riuscite a prendersi tutta l’acqua che il cielo ha mandato sotto forma di pioggia, giustificandosi nel dire che loro al mare ci vanno al contrario.

Ascoltare il buon marito raccontare che nella valle del nulla non c’è niente altro che l’immaginazione regalata ai bambini è stata una vera esperienza.

38 secondi netti per raccontare una favola, dicendo praticamente:….“nella valle del nulla non c’è niente, se non il regalo della vostra immaginazione, quindi immaginatevi una favola e dormite, buonanotte figli miei”.

Crollati in un sonno pochi minuti dopo, stanchi ma contenti.

In realtà Fabio è un Padre molto vicino ai nostri figli, attento e premuroso ma con quel retrogusto militare che di tanto in tanto emerge col tono da sergente di ferro che tanto fa ridere i bambini ma, allo stesso tempo, richiama loro la giusta attenzione ai contenuti di quel recitato discorso in stile “Coglionello Buttiglione” alle grandi manovre fingendo di essere un comandante di una truppa zoppa che non riesce a marciare se non girando in tondo perchè la gamba paralizzata funge da perno di compasso, con grandi risate della truppa rappresentata da quei tre nostri figli, soggetti noti all’ufficio.

Di fronte alla esigenza che i bambini ci siano ascolto, il paradosso funziona sempre o quantomeno riduce i tempi del richiamo all’attenzione, specialmente quando entrano nella dinamica della stanchezza diventando irritati ed irritanti.

Tre figli rappresentano effettivamente le grandi manovre, per questo arrivo ad invidiare chi ha i nonni a disposizione, ci basterebbe una sola ora durante la quale ritrovare il gusto della passeggiata mano nella mano ma, come dice un caro amico, avete voluto il triciclo quindi pedalate e zitti.

Chissà se nella valle del nulla ci sia posto anche per il desiderio di una buona cena, visto che i figli dormono e Fabio è ai fornelli, magari il buon marito riesce a mettere a tavola un buon piatto, augurandomi che non chieda anche a me, di immaginarmelo…

Sara


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