educare i figli al giocare ai contadini

Matilde_FabioMasssimo_Piselli_terra

Chi segue questo Blog ha compreso che non amiamo gli spazi confinati o i grandi agglomerati urbani, preferiamo i piccoli paesi ed il panorama vasto, soprattutto se immerso nella natura.

Mare, collina, bosco, montagna, deserto, offrono molte opportunità ai bambini di relazionarsi con lo spazio stesso, col loro spazio in particolar modo quando questo non è confinato da vincoli e doveri.

Educare i bambini alla espressione delle loro emozioni è una esperienza meravigliosa per ogni genitore ma occorre che i figli siano consapevoli di saper riconoscere le proprie emozioni e, non solo, le sensazioni.

Per farlo sia io che mio marito usiamo il gioco libero o, come dice Fabio, “alla baruffa” ovvero quel gettarsi in una situazione per come l’ambiente stimola i bambini ben coscienti di vederli tuffarsi in mare con tutti i vestiti come talvolta è accaduto.

Oggi ci siamo regalati una paio di ore in campagna, che intorno a Filottrano non manca ed abbiamo potuto così attendere lo stimolo che ha attivato la curiosità dei tre pisellini, identificato in un enorme appezzamento di terreno arato nel quale si sono gettati a capofitto per fare il “parkour del contadino”.

Corse salti e capriole per poi una volta giunta la stanchezza parlare della terra, delle coltivazioni, di ciò che il terreno necessita per essere fertile, del contadino e della origine della Famiglia contadina come lo sono state le nostre.

Ritengo questa essere la scuola migliore, parte di quella educazione parentale che la si può esprimere anche se i figli frequentano la scuola ordinaria, perchè educarli richiede la partecipazione ai loro eventi proprio per non addestrarli al nostro sapere.

Per questo l’attesa è il prezzo da pagare, come la sorpresa oppure la noia di un giro a vuoto perchè non sempre i bambini sono stimolati da qualcosa,  per cui rimane la bella passeggiata senza grandi emozioni.

E’ stato bello oggi osservare Matilde e Fabio Massimo fare i contadini a modo loro, vederli correre fra le zolle e diventare parte di quel panorama che al tramonto ci ha offerto dei colori meravigliosi, si sono inventati ogni tipo di coltivazione compreso la pizza ma questo ci ha consentito di spiegare il frutto della terra ed il senso della semina, della fatica, del sacrificio e le emozioni del risultato una volta raccolto.

Il mondo intorno a noi è un enorme banco di scuola per i bambini, spugne naturali di una natura che li assorbe in se, un fantastico scambio che regala sia il sapere che il sapere di essere, quel qui ed ora che aiuta i figli a crescere riuscendo a compattare il tempo e a comprendere le emozioni delle esperienze vissute.

Ringrazio i miei figli per quanto mi hanno permesso di condividere quest’oggi, lo faccio come sempre con i sorrisi e le carezze mentre il buon marito è ancora impegnato a togliere le zolle di terra dal furgone…

Sara


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